“Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto”. Domenica 21 settembre, nella
chiesa parrocchiale di Maria SS. del Rosario, la comunità di Palmi ha salutato con profonda
commozione il proprio parroco, Padre Giorgio Tassone, frate minore conventuale che per
diciotto anni ha intrecciato la sua vita con quella della città. Una celebrazione intensa, segnata
più volte da applausi scroscianti ed emozionanti colmi di gratitudine, ha reso omaggio a un
pastore che ha saputo farsi compagno di viaggio, guida discreta e presenza paterna per
generazioni di fedeli.
La parola che ha guidato la sua omelia è stata proprio gratitudine: verso Dio, verso la comunità,
verso ogni piccolo gesto d’amore condiviso. «Non è facile trovare le parole giuste – ha detto –
perché diciotto anni non si riassumono in poche frasi. Sono arrivato qui con la barba scura, oggi
me ne vado con la barba bianca: segno del tempo trascorso, ma anche della consolazione che
il Signore ha operato nei suoi figli. Mi sono sentito amato e voluto bene. Forse ho sbagliato, ma
quello che nasce dal cuore è il mio grande grazie di gratitudine, perché ero uno di voi».
Con voce rotta dall’emozione, Padre Giorgio ha voluto consegnare alla comunità le parole più
intime: «Grazie, con infinita gratitudine, per quello che mi avete donato in questi anni. Grazie
per il vostro affetto, per la vostra fiducia, per la fede sincera con cui mi avete accompagnato.
Grazie ai ragazzi che ho visto crescere, agli anziani che hanno acceso speranza, alle famiglie
che mi hanno aperto la porta della loro casa e del loro cuore. Vi chiedo perdono per le mie
mancanze, ma porto con me la certezza che il Signore non lascerà mai perduto nulla di ciò che
viene vissuto con amore».
E ancora, come un testamento spirituale: «Porto con me il bene e la gratitudine di questa
comunità e spero di lasciare anche in voi il segno del mio passaggio. Vi affido alla Vergine
Maria, la nostra patrona, e vi chiedo di continuare a pregare per me, perché io possa servire il
Signore con gioia. Il Signore vi benedica e vi dia pace».
Il cammino di Padre Giorgio a Palmi è stato segnato da tappe significative: Guardiano del
convento dal 2007, Parroco del Rosario dal 2011 per volontà di mons. Bux, Custode provinciale
dei frati minori conventuali calabresi nel 2019, testimone dell’unione delle Province di Calabria e
Sicilia nel 2023. Infine, nel Capitolo Ordinario del 2025, la nuova chiamata: Definitore
Provinciale e Guardiano del convento di San Francesco all’Immacolata di Catania, prestigioso
santuario barocco di cui sarà anche rettore.
Alla celebrazione hanno preso parte le autorità civili e militari: il sindaco di Palmi, avv. Giuseppe
Ranuccio, il comandante Spada, l’assessore al Bilancio Salvatore Celi, la Polizia di Stato e
l’Associazione Nazionale Carabinieri. Presenti anche l’Unione degli Insigniti all’Ordine al Merito
della Repubblica Italiana – Sezione Calabria, che riunisce i cavalieri insigniti delle onorificenze
conferite dal Capo dello Stato, diversi parroci delle altre parrocchie di Palmi e padre Benedetto
della chiesa ortodossa di Sant’Elia e Filarete in Seminara. Una cornice istituzionale che ha reso
ancora più forte il senso di riconoscenza collettiva.
Il sindaco Ranuccio, con voce sincera, ha voluto esprimere a nome dell’intera città il sentimento
che accomuna tutti: «Non volevo mancare, perché non si poteva non esserci. Padre Giorgio ha
rappresentato per Palmi una presenza costante, sempre disponibile, sempre vicina, soprattutto
nelle situazioni più delicate e silenziose. Un’intera città può testimoniare il valore del suo
servizio: non solo la sua comunità parrocchiale, ma l’intera cittadinanza lo riconosce e gli è
grata per le tante iniziative portate avanti insieme. Sicuramente ci mancherà, ma non ci
perderemo. Continueremo a incontrarci, a collaborare, a fare del bene: questa non è una fine,
ma un nuovo inizio. Grazie per tutto quello che hai fatto».
Al termine della celebrazione, a prendere la parola è stata anche la Ministra dell’Ordine
Francescano Secolare, Alessandra Galletta, a nome dei gruppi parrocchiali. Il suo intervento,
carico di emozione, ha voluto essere un ultimo atto corale di gratitudine: «Cari fratelli e sorelle,
è arrivato il momento dei saluti e dei ringraziamenti per questi anni trascorsi accanto a Padre
Giorgio. Anni intensi, felici, ricchi di sfide e di crescita. La tua presenza non è stata mai
superficiale: ci hai guidati con sincerità, fedeltà e ironia, insegnandoci a vivere la liturgia con
cura, a non chiuderci in noi stessi, a riconoscerci fratelli. Grazie per averci accompagnati con
franchezza e perseveranza, per averci richiamati al Vangelo e per averci mostrato che il cuore
del sacerdote è un cuore buono. Ti auguriamo di continuare ad essere sacerdote secondo il
cuore di Cristo. Dio ti benedica».
Poi, prima della conclusione, Padre Giorgio ha voluto sciogliere l’emozione con un saluto che
ha attraversato la navata come un abbraccio: «Vi voglio bene!».
L’applauso che ha seguito la celebrazione ha avuto il sapore di una promessa: quella di
custodire l’eredità di Padre Giorgio e di continuare a camminare nella fede, con la stessa
semplicità con cui lui ha vissuto il suo ministero. Perché, come ha ricordato nell’omelia, «la
fedeltà si manifesta nelle piccole cose» e ciò che nasce dall’amore rimane eterno.
