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Infantino: «Palmi, una città senza guida»

Riceviamo e pubblichiamo:

Enzo Infantino
Il teatro è la stanza in cui si riunisce la giunta comunale di Palmi. I protagonisti sono il Presidente del Consiglio Comunale, Gaetano Muscari e l’Assessore Letteria Pipino detta Lilla. Tra i due, nei giorni scorsi, sono volate parole grosse. Al punto che, per sedare il pesante diverbio, è dovuto ancora una volta intervenire il sindaco, l’immarcescibile “profeta” dell’amore. Ma cosa è successo di così grave tra i due esponenti della maggioranza di centrodestra al punto da far tremare i vetri di palazzo S.Nicola? Il tema del contendere è stato ed è il Piano Strutturale Comunale che Muscari con atto d’imperio ha avocato a se provocando l’ira funesta della Pipino, titolare della delega, la quale ovviamente non vuole sentir parlare di cedere il proprio spazio di sovranità.

La storia della lite, ormai nota in ogni angolo della città, ha fatto emergere in modo inequivocabile che, aldilà delle “memorabili” conferenze stampa, convocate per comunicare il nulla e per spacciare l’ordinario per straordinario, all’interno della maggioranza di centrodestra incomincia ad esserci qualche “problemuccio”.

A distanza di sette mesi, e al netto del periodo di rodaggio, appare evidente l’incapacità del Sindaco e della sua giunta di dare risposte sulle questioni strategiche che attengono allo sviluppo della Città.

Il Piano di recupero urbano è fermo al palo. Gli abitanti del popoloso quartiere Pille stanno attraverso un brutto inverno e gravi disagi a causa dell’abbandono dei lavori della ditta Clarà le cui ragioni ancora sono misteriose. Per tentare di mettere qualche pezza la giunta aveva, qualche mese fa, deliberato lavori di somma urgenza per la “stratosferica”somma di 15 mila euro ma di quei lavori ancora non vi è nessuna traccia.

Il Piano Strutturale Comunale così come più volte da noi evidenziato, anche attraverso una puntuale interpellanza dei consiglieri comunali del centrosinistra, è al centro di una contesa politica tutta interna alla maggioranza e a pagarne le conseguenze sono come sempre i cittadini che pretendono di conoscere dopo quasi 100 come verrà disegnato il futuro urbanistico di Palmi, possibilmente tenendo a bada gli appetiti speculativi dei soliti noti.

La PPM che naviga in acque tempestose, con i lavoratori che continuano a vivere in uno stato d’incertezza in attesa di sapere in quale porto sicuro approderà loro nave. Ma visto a chi è stata affidata la gestione della rotta temiamo che se non si interviene tempestivamente il rischio è che la nave vada a sbattere sugli scogli.

La mensa scolastica il cui bando è stato fatto solo a gennaio con la conseguenza che i pochi che ne potranno usufruire per via delle limitazioni imposte si vedranno erogare il servizio solo a febbraio, se tutto va bene, in pratica a ridosso della chiusura dell’anno scolastico.

Il decoro urbano trascurato, basti pensare alle nostre strade che assomiglio sempre di più ad una gruviera. Alla Villa Comunale, polmone verde e angolo di paradiso della città, già decantata dallo scrittore inglese Edward Lear, chiusa nei giorni scorsi a causa dei ripetuti atti vandalici alle quali non si è saputo fare fronte perché si è scoperto che le telecamere di sorveglianza non funzionavano e perché dopo tanto tempo non si è provveduto ad affidare la gestione della manutenzione.

Le continue giravolte sui conti comunali, un giorno in rosso, un altro no, l’altro ancora si fanno circolare voci su un presunto dissesto.

Le storiche fontanelle della città chiuse senza nessun criterio.

Il piano spiaggia ancora da approvare.

Le richieste di acquisto delle case popolari da parte di circa 180 cittadini chiuse in un cassetto in un noto ufficio del comune.

Gli impianti sportivi non a norma. A tal proposito che fine hanno fatto le promesse elettorali? Dove sono i tanto blaterati finanziamenti regionali?

Ed infine, capitolo a parte merita la questione delle questioni: i rifiuti che da molti giorni invadono le strade della città.

Per questa grave situazione, che parte da lontano e che ha responsabilità ben precise in primo luogo del commissario regionale per l’emergenza dei rifiuti, il sindaco ha brillato per la sua inadeguatezza e poca autorevolezza. Ha denunciato senza fare nomi, come è suo costume, che all’inceneritore di Gioia Tauro i camion contenenti la spazzatura di Palmi vengono scavalcati dai camion appartenenti agli “amici degli amici”.

È in queste parole la chiave di lettura per comprendere il personaggio, Barone, il quale, non sapendo più con chi prendersela, ha minacciato anche di inviare la nostra spazzatura in siti fuori regione omettendo di dire che con questa condotta sarebbe costretto ad aumenterebbe la bolletta della TARSU. Barone lancia strali a destra e manca e non spiega alla città come sta affrontando l’emergenza. Soprattutto non prende posizione sulla apertura della discarica di Melicuccà che gli ambientalisti ritengono pericolosa per la salute dei cittadini.

In queste vere e proprie emergenze e nella capacità di affrontarle si misura la caratura di un leader. Barone sta dimostrando di non esserlo. Noi lo sapevamo. Lo conosciamo da più di 20 anni come amministratore.
E’ per questo che nella sua maggioranza hanno cominciato a litigare. Alla prossima.

Palmi, 10.1.2013

Enzo Infantino
Sinistra per Palmi

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