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Il Gruppo Teatrale “Giangurgolo” si è esibito con la commedia “Bongiornu e auguri”

Incetta di applausi e consensi per il Gruppo Teatrale Gioiese “Giangurgolo”, che nelle serate del 6 e del 7 gennaio 2023, ha portato in scena – con la regia di Carmen Orso – “Bongiornu e auguri” di Nino Gemelli, una commedia in vernacolo che oramai appartiene al novero dei grandi classici del teatro calabrese.

Tra battute e momenti anche di riflessione (la pièce mette in luce i guai causati dalle malelingue e dall’invidia), l’intero cast ha saputo restituire con verve ed ironia una rappresentazione della vita normale, quasi banale, di una famiglia segnata da un evento inaspettato.

Tutti brillanti gli interpreti, a cominciare dalla vulcanica Nella de Vivo, in scena Maria, madre apprensiva e moglie di Vincenzo Turrà, interpretato invece da un brillante Luigi Dal Torrione.

Tanti applausi anche per Antonio Calarco che, nella parte del segretario Alfonsi, ha fatto sorridere grazie alla gestualità ed alla mimica tipica del personaggio.

Apprezzatissimi, del resto, sono stati tutti gli interpreti, che con grande abnegazione si sono confrontati con il vernacolo catanzarese, adattato al dialetto gioiese: Valeria Lucisano (Lina Turrà), Caterina Punturiero (Teresina Santapaola), Maria Alvaro (la portinaia), Enzo D’Agostino (Vittorio Mancuso), Nino Ristagno (Don Pasquale Laganà), Carmen Orso (signorina Silvana Pecorella) e Michele Bova (Andrea Paparo).

Grande soddisfazione è stata espressa dalla Presidente del Gruppo Teatrale Gioiese Annamaria Calderazzo: «Sono davvero orgogliosa – ha dichiarato – che il Giangurgolo, dopo qualche anno di sosta obbligata a causa della pandemia, abbia regalato tanti sorrisi alle centinaia di persone che hanno assistito alla rappresentazione. La promozione culturale, attenta ad esaltare l’identità gioiese e la tradizione del teatro vernacolare, sono fondamentali oggi più che mai e continueremo ad adoperarci in questa direzione».

Nelle prossime settimane, lo spettacolo tornerà di nuovo in scena, ancora una volta al Teatro di via Piccola Velocità, adesso intitolato all’indimenticato Franco Tilotta, uno dei padri fondatori della compagnia scomparso nei mesi scorsi.

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