Non si ferma l’attività di controllo del territorio da parte dell’Arma dei Carabinieri nella Piana di Gioia Tauro dove, nella giornata di ieri, i militari della Compagnia di Gioia Tauro, col supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria di Vibo Valentia, all’esito di mirati servizi effettuati anche al fine di contenere la diffusione del virus Covid – 19, hanno arrestato due incensurati della zona perché resisi responsabili del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
L’uomo è stato quindi dichiarato in arresto con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e collocato in regime di arresti domiciliari a disposizione della Procura della Repubblica di Palmi in attesa del giudizio di convalida.
Nella stessa giornata, a Rosarno, i Carabinieri della locale Tenenza Carabinieri, assieme ai militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria di Vibo Valentia, hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, un 33enne incensurato. Fatale, in questo caso, il comportamento anomalo dell’uomo il quale, mentre transitava lungo una strada interpoderale di Contrada Nespolaro di quel Comune, in prossimità di alcuni terreni di sua proprietà, alla vista dei militari dell’Arma che provenivano in direzione di marcia opposta ha tentato, con una manovra repentina, di darsi di darsi alla fuga. I Carabinieri, però, vista la condotta insolita, lo hanno inseguito per qualche chilometro percorrendo alcune stradine di campagna sino a quando l’uomo non è andato ad urtare, autonomamente, contro un cancello di una proprietà privata, vedendosi costretto ad interrompere la corsa.
Qui i Carabinieri, dopo averlo identificato, lo hanno sottoposto a perquisizione personale e veicolare constatando che, al di sotto del sedile del conducente, vi erano occultati 2 panetti termo – sigillati di cocaina, per un peso complessivo di oltre 2 kg, nonché materiale vario per il confezionamento.
La droga rinvenuta è stata così sottoposta a sequestro e sarà successivamente trasmessa al laboratorio analisi del RIS di Messina per gli accertamenti tossicologici del caso. L’uomo invece, espletate le formalità di rito, è stato tradotto presso la sua abitazione in regime di arresti domiciliari e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
