Un dispositivo in casa, un collegamento sempre attivo, qualcuno che risponde quando serve.
Per una persona con disabilità grave e per la sua famiglia significa sicurezza e autonomia, e
meno paura del domani. L’Ambito Territoriale Sociale di Polistena è partito da qui per attivare
il servizio di teleassistenza con le risorse del Fondo “Dopo di Noi”. È uno dei primi
interventi in Calabria che trasforma quei fondi in un servizio concreto e diffuso sul territorio.
Da risorse ferme a servizio attivo
L’intervento rientra nel percorso avviato nel 2026 dalla Regione Calabria, su proposta
dell’assessore al Welfare Pasqualina Straface, per recuperare le somme del “Dopo di Noi”
delle annualità precedenti rimaste in parte inutilizzate. Senza questo percorso le somme
sarebbero tornate al Ministero. I nuovi indirizzi regionali prevedono espressamente l’acquisto,
l’installazione e la configurazione di tecnologie assistive e soluzioni di domotica, inserite nel
progetto di vita di ciascuna persona.
L’ATS di Polistena ha colto subito l’occasione e ha tradotto in tempi rapidi le indicazioni
regionali in un servizio operativo.
Dominello: “Nessuno deve sentirsi solo in casa propria”
La teleassistenza porta la firma della dott.ssa Antonietta Dominello, responsabile
dell’Ufficio di Piano dell’ATS. È stata lei a volerla con convinzione e a seguirne passo dopo
passo il percorso tecnico e amministrativo.
«Abbiamo voluto con forza la teleassistenza perché risponde a un bisogno reale e
quotidiano», spiega Dominello. «Molte persone con disabilità grave vivono situazioni in cui
un imprevisto può diventare un pericolo. Sapere di poter contare su un aiuto immediato
cambia la qualità della vita: per loro e per le famiglie che le assistono. Ogni risorsa
disponibile deve diventare una risposta concreta. Questa tecnologia non è una semplice
fornitura: è parte di un percorso costruito sui bisogni, sulle capacità e sul contesto di vita di
ciascuno».
Per questo il servizio si fonda sulla personalizzazione e sulla formazione. Il dispositivo
viene scelto in base alle esigenze della persona, e beneficiari e caregiver vengono
accompagnati nel suo utilizzo. «Uno strumento produce un cambiamento solo se chi lo usa sa
farlo proprio», sottolinea la responsabile.
Tripodi: “Tredici Comuni, una sola risposta”
Sul piano istituzionale l’indirizzo è arrivato dalla Conferenza dei Sindaci, presieduta dal
sindaco di Polistena Michele Tripodi, Comune capofila dell’Ambito.
«Il “Dopo di Noi” affronta la domanda più difficile che una famiglia con una persona con
disabilità si pone: che futuro ci sarà quando i genitori non potranno più esserci?», afferma
Tripodi. «Le istituzioni non possono rispondere solo nell’emergenza. Dobbiamo lavorare
prima, costruendo autonomia, sicurezza e condizioni di vita dignitose. Polistena è capofila,
ma ragioniamo come un unico Ambito: i servizi che programmiamo valgono per tutti i
cittadini dei tredici Comuni. Nessun territorio deve affrontare da solo bisogni così
importanti».
Una filiera che funziona
Il risultato nasce da più livelli che lavorano insieme. La Regione ha liberato le risorse. La
Conferenza dei Sindaci ha fissato le priorità. L’Ufficio di Piano le ha trasformate in atti,
procedure e servizi.
Al centro restano le persone. Una soluzione tecnologica può voler dire una casa più sicura, un
gesto quotidiano compiuto in autonomia, una famiglia meno sola.
È il senso più profondo del “Dopo di Noi”: non aspettare che la rete familiare venga meno,
ma costruire già oggi le condizioni per il domani.
