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Dalla Piana al Brasile: il Maestro Messina tra i grandi delle arti marziali mondiali

Il Maestro Arturo Messina di Rosarno 7° Dan, fondatore del Team Messina e maestro di karate e
kickboxing ha rappresentato con orgoglio l’Italia alla prestigiosa 5ª Conferenza Nazionale Black
Belt, svoltasi a São Bernardo do Campo, nello Stato di San Paolo, in Brasile. Il suo intervento,
trasmesso in videoconferenza su un maxischermo davanti al pubblico presente in sala, è stato
seguito da centinaia di maestri, atleti e appassionati di arti marziali provenienti da numerose
nazioni. La conferenza ha riunito importanti esponenti del Karate, della Kickboxing, del Jiu-Jitsu
Brasiliano, della Capoeira, del Qwankido e di altre discipline, confermandosi uno degli
appuntamenti internazionali più prestigiosi del settore. Tra gli ospiti illustri figuravano maestri di
fama mondiale come Francisco Filho, Nilton Nascimento, Daniel Lucena, Paulo Bartolo, Guto
Rodrigues, Gutemberg Lins, Yeo Jin Kim, Antero Rodrigues, Evandro Crestani e Kaled Barros,
protagonisti di una giornata dedicata ai valori delle arti marziali, alla disciplina, al rispetto e alla
crescita personale. «È stato un privilegio poter rivolgere il mio messaggio a una platea composta da
alcuni dei più autorevoli maestri del panorama marziale internazionale. Rappresentare l’Italia in un
evento di questo livello è motivo di immenso orgoglio e una delle soddisfazioni più importanti della
mia carriera. Porterò sempre nel cuore questa esperienza e l’accoglienza ricevuta dalla comunità
marziale internazionale», ha dichiarato il Maestro Messina. Questo appuntamento internazionale ha
avuto un significato ancora più profondo. Dal 1° agosto, il maestro Messina entrerà a far parte del
prestigioso Black Belt Book, il celebre libro delle Cinture Nere pubblicato in Brasile, un’opera che
raccoglie il percorso dei più autorevoli maestri e combattenti di arti marziali a livello internazionale.
Questo traguardo rappresenta la realizzazione di un sogno iniziato oltre quarant’anni fa. «È
un’emozione difficile da descrivere. È il sogno di quel bambino che, dopo oltre quarant’anni di
allenamenti, sacrifici, gare e insegnamento, finalmente si realizza».

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