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Corte dei conti Calabria: “Indebita percezione di fondi pubblici, soprattutto agricoli. Danno all’economia sana”

“Sicuramente una specificità si può evidenziare nell’indebita percezione dei contributi pubblici e, in particolare, quelli agricoli.

Sono divenuti nell’economia calabrese un mezzo di sostentamento anomalo, a vantaggio di soggetti che non avrebbero titolo e che li utilizzano come forma di sostentamento”. Lo ha detto il procuratore facente funzioni della Corte dei Conti della Calabria, Giovanni Di Pietro, a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei conti.
“Si tratta a volte – ha aggiunto – anche di soggetti con rapporti, da noi accertati, con la criminalità organizzata”. Da quanto riferito dal procuratore uno dei settori maggiormente attenzionati dall’attività condotta dalla Corte dei conti è la sanità: “È sempre ricorrente l’evidenza di numerose irregolarità e illegittimità che riguardano vari settori. I danni conseguenti ai reati penali commessi da dipendenti pubblici nel settore, ad esempio, delle attività extra istituzionali svolte in assenza di autorizzazione che coinvolgono molto spesso anche medici e sanitari”. Il procuratore ha poi evidenziato come “la gran parte dei finanziamenti indebitamente percepiti hanno origine nei fondi europei. Resta questa sempre un’emergenza, anche perché poi oltre alla rilevanza del fenomeno criminoso e di danno erariale vi è anche l’aspetto che riguarda la sottrazione dei fondi a soggetti che potrebbero operare in maniera regolare. Si apporta un danno, quindi, all’economia sana della regione che non ha poi a disposizione queste risorse”. Le frodi in agricoltura, ha evidenziato il procuratore, sono “il settore con maggiore rilevanza in termini di numero di procedimenti avviati e numero di sentenze depositate con riferimento alla indebita percezione dei contributi agricoli a danno dell’Arcea”. Ripercorrendo poi le attività svolte nell’anno appena trascorso ha indicato tra i settori particolarmente esposti a danno erariale le opere pubbliche e la sanità. In tema sanitario, in particolare, “gli accreditamenti, la gestione degli appalti, casi di malpractices e di assenteismo e, inoltre, attività extraistituzionale svolta in mancanza di autorizzazione da parte soprattutto di docenti, universitari e medici”. Sul fronte delle opere pubbliche è stato portato l’esempio della citazione a giudizio per un danno di oltre 259 milioni di euro per la mancata realizzazione della diga sul fiume Melito. “La notizia di danno – ha spiegato Di Pietro – ha riguardato la revoca totale del finanziamento. È stata accertata la spesa di oltre 102 milioni di euro per un’opera rimasta incompleta e abbandonata e, quindi, senza recare alcuna utilità alla collettività”.

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