Seduta tesa, ieri sera, al Consiglio regionale della Calabria durante la discussione sulla legge che introduce nell’ordinamento regionale la possibilità di nominare due sottosegretari. Il provvedimento, approvato a maggioranza, ha acceso un confronto politico particolarmente duro, in cui sono emerse con forza le posizioni di Giuseppe Ranuccio (Pd), Giuseppe Falcomatà (Pd) e Giuseppe Mattiani (Lega Salvini Calabria).
Giuseppe Ranuccio ha definito le nuove figure come “ambigue e ibride”, contestando la maggioranza per aver introdotto ruoli che, a suo giudizio, non chiariscono funzioni e utilità. Il consigliere dem ha parlato di una scelta “forzata”, che rischia di appesantire ulteriormente la macchina amministrativa senza un reale beneficio per i cittadini.
Sulla stessa linea, Giuseppe Falcomatà ha scelto un riferimento ironico ma diretto, evocando la commedia del 1983 “Una poltrona per due” per sottolineare come la riforma risponda, secondo l’opposizione, a logiche di spartizione politica più che a esigenze istituzionali. Un intervento che ha contribuito ad alzare ulteriormente la temperatura del dibattito.
Dalla maggioranza è arrivata una replica altrettanto netta. Giuseppe Mattiani, intervenendo per la Lega Salvini Calabria, ha parlato di “falsa morale”, accusando l’opposizione di incoerenza. Mattiani ha ricordato come figure analoghe siano state introdotte anche in altre regioni governate dal centrosinistra ed ha aggiunto un riferimento diretto alla storia amministrativa locale: secondo il consigliere, anche alla Città Metropolitana e al Comune di Reggio Calabria, proprio negli anni in cui Falcomatà era sindaco e Ranuccio assessore metropolitano, vi sarebbe stato un moltiplicarsi di incarichi, in evidente contraddizione — ha sostenuto — con le critiche sollevate oggi dai due esponenti del Pd.
Il confronto si è ulteriormente irrigidito fino all’uscita dall’Aula dell’intera minoranza, avvenuta dopo l’intervento di Ernesto Alecci (Pd), che aveva proposto di seguire il modello della Toscana, dove l’introduzione dei sottosegretari è avvenuta in invarianza finanziaria.
Tra proteste e accuse reciproche, la maggioranza ha infine approvato la cosiddetta “legge omnibus”, che contiene modifiche e integrazioni a diverse leggi regionali, compresa l’introduzione dei nuovi sottosegretari.
