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Confiscati beni per 200 mila euro a soggetto contiguo ai Bellocco di Rosarno: eseguito decreto definitivo della Corte d’Appello

I Finanzieri dei Comandi Provinciali di Firenze e Reggio Calabria, unitamente a personale dello S.C.I.C.O., hanno dato esecuzione a un decreto emesso dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria sulla base della normativa prevista dal cosiddetto “Codice Antimafia”, divenuto definitivo sia per la parte relativa ai profili della misura personale (sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per 4 anni), sia per il profilo patrimoniale (confisca di beni per un valore complessivamente stimato in circa 200 mila euro) in capo a un narcotrafficante e usuraio calabrese contiguo alla cosca della ’Ndrangheta dei “Bellocco” di Rosarno (RC).

Il patrimonio era già stato acquisito con una confisca di primo e di secondo grado, disposta dalle Sezioni Misure di Prevenzione del Tribunale e della Corte d’Appello di Reggio Calabria, a conferma integrale che il patrimonio aziendale, direttamente e indirettamente nella disponibilità del predetto — comprensivo di un’imbarcazione destinata alla pesca della lunghezza di circa 16 metri, tre autoveicoli, un fabbricato e disponibilità finanziarie — fosse sproporzionato rispetto alla capacità reddituale manifestata.

La figura criminale e la spiccata, ininterrotta pericolosità sociale, sia qualificata che generica, del “proposto” sin dalla fine degli anni ’90, era emersa in particolare — allo stato dei procedimenti in essere e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento della responsabilità — nell’ambito delle operazioni denominate “Magma”, condotta dal G.I.C.O. di Reggio Calabria sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica reggina, “Erba di Grace” e “Buenaventura”, eseguite dal G.I.C.O. di Firenze sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo toscano.

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