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Comunali Cinquefrondi, Alì presenta la novità: “Io, donna, candidata a sindaco”

Il logo della lista Risveglio con candidata a sindaco Maria Lucia Alì

All’ultimarsi del termine è stata presentata ufficialmente, stamattina, presso la sede comunale, la lista Risveglio con candidata a sindaco Maria Lucia Alì. Saranno 9 gli aspiranti consiglieri comunali in lizza per Palazzo Manferoce. Una lista numericamente incompleta rispetto alle possibilità concesse dalla normativa di disporre di 12 candidati ma che comunque ha tagliato il traguardo dell’arrivo ai blocchi di partenza.

La formazione che accompagnerà Alì in questa avventura elettorale consta di 3 donne (Alessandra Bellini, Teresa Ladini e Vanessa Spanò) e 6 uomini (Michele Burzese, Angelo Fiorillo, Aldo Polisena, Michele Pronestì, Antonino Italiano e Michele Galimi) segno evidente di una confermata difficoltà – come peraltro precedentemente rilevato – di comporre la formazione antagonista a Rinascita, che resta favorita per la riconquista alla guida dell’Ente, forte dei risultati delle due ultime consiliature portate a casa.

«Ci siamo messi in gioco per vincere – ha sottolineato Alì – e lo abbiamo fatto con grande convinzione e determinazione. Cercheremo di capitalizzare tutto il malcontento attorno a Rinascita che, a nostro avviso, ha fatto poco o niente di concreto in questi ultimi dieci anni». Ed ancora. «La nostra lista è un mix di giovani, lavoratori, persone umili ma anche gente con esperienza amministrativa. Una formazione pratica di persone che vivono la quotidianità ed i problemi reali di ogni famiglia» ha sottolineato Alì, conscia di dover giocare una partita politica tutta all’attacco trattando problematiche annose che tutt’ora attanagliano la comunità come la carenza idrica e la tassazione sui servizi comunali parlando alla pancia dei cittadini.

Due però sono i dati che emergono immediatamente dalla ricognizione dei nomi proposti: il primo è l’assenza compatta di “uomini di partito” nonostante la lista sia capeggiata dalla segretaria locale del Circolo dei democratici e veda, al proprio interno, la presenza dell’evergreen Michele Galimi, vero promotore dello schieramento, già due volte sindaco, e uomo dell’establishment piddino la cui presenza, si sussurra, si è rilevata necessaria per il completamento della lista al minimo. Il secondo è il reclutamento di qualche candidato di un comune viciniore chiamato a sposare la causa di Risveglio, segno che il tempo della disponibilità e dell’abbondanza di aspiranti consiglieri è sostanzialmente finito.

Quanto alla propria candidatura a sindaco Alì ha tenuto a precisare che «il mio nome è stato fatto con insistenza nel corso delle riunioni del fronte civico a cui abbiamo partecipato ma anche da indicazioni pervenute dal mio partito. Ed io dopo un periodo di riflessione e riserva ho accattato la sfida.  Mente chi dice che non abbiamo convocato gli iscritti del Circolo nel quale, tuttavia, devo riconoscere l’esistenza di un certo malcontento da parte di una minoranza». Mal di pancia evidenti se esponenti storici (fratelli Burzese), volti giovani (Michela Chindamo) e valori aggiunti (Giuseppe Longo) si sono, di fatto, defilati e hanno rifiutato di appoggiare la causa di immolarsi al buio per sostenere una campagna elettorale che si preannuncia tutta in salita con la prospettiva, non esaltante, dell’underdog.

«Avevamo il dovere di proseguire il grande lavoro portato avanti, dai banchi dell’opposizione, in Consiglio comunale» ha ripreso Alì che alla domanda se non ci potessero essere altri volti nuovi e spendibili per questa tornata elettorale ha risposto tranchant: «Nonostante il mio duraturo impegno in politica, io stessa sono un volto nuovo: sono donna e non sono mai stata candidata a sindaco e già questa è una novità».  E, sulle voci che danno Risveglio come “lista civetta” ancillare a Rinascita Alì è stata netta: «Pur con tutte le difficoltà, noi corriamo per vincere. Se accadrà, bene, ma se non dovesse accadere non ne faremo un dramma. Noi siamo scesi in campo per combattere questa battaglia politica. In ogni caso, a differenza di altri, saremo presenti in Consiglio comunale».

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