Inquieto Notizie

Cittanova, nuovo richiamo del Prefetto: contestata la legittimità degli atti sul conflitto di interessi del sindaco

La Prefettura di Reggio Calabria interviene nuovamente sulla vicenda relativa al presunto conflitto di interessi del sindaco di Cittanova, inviando al presidente del Consiglio comunale un ulteriore ammonimento che mette in discussione la legittimità degli atti adottati dall’amministrazione. Il documento, frutto delle interlocuzioni con il Ministero dell’Interno e l’Avvocatura dello Stato, riaccende il dibattito politico locale e rilancia le criticità già emerse nei mesi scorsi attorno alla stabilità della maggioranza e alla gestione delle procedure legate agli abusi edilizi contestati al primo cittadino.

Di seguito la nota del PD cittadino che riceviamo e pubblichiamo

Il Prefetto di Reggio Calabria ha inviato al presidente del Consiglio comunale di Cittanova un nuovo incisivo
ammonimento con il quale contesta la legittimità degli espedienti messi in atto dal sindaco Antico e dalla sua
oramai inesistente maggioranza per aggirare la normativa sul conflitto di interessi.
A far data dall’insediamento del nuovo consiglio comunale, Cittanova vive in un clima surreale nel quale
buona parte della vita amministrativa è letteralmente sprecata in iniziative finalizzate a ridimensionare, se
non addirittura a nascondere, il grave conflitto di interessi del primo cittadino in relazione agli abusi edilizi
riguardanti un suo immobile oggetto di una pluralità di provvedimenti sanzionatori.
La vicenda, ben nota alle cronache cittadine, è purtroppo conosciuta ben oltre i confini del Comune ed ha già
provocato lo sfaldamento della coalizione uscita vittoriosa dall’ultima competizione elettorale
amministrativa, lasciando il sindaco senza la maggioranza dei consiglieri.
All’esito delle interlocuzioni con l’Avvocatura Distrettuale dello Stato e con il Ministero dell’Interno, il
Prefetto ha confermato che l’obbligo di rimozione dei manufatti edilizi abusivi gravante sul sindaco, per
effetto dell’ordine di demolizione del 2020, “era certamente esistente al momento dell’elezione (2024),
nonché definito nei contenuti ed esigibile” e che tale obbligo, consolidatosi con la definitività dell’ordinanza
non impugnata in sede giurisdizionale, costituisce una causa di incompatibilità in quanto
l’amministratore è debitore di un facere.
La Prefettura, confortata dalle valutazioni del Ministero dell’Interno e dell’Avvocatura dello Stato, conferma
l’illegittimità degli espedienti messi in atto dal sindaco e dalla sua precaria e compiacente maggioranza per
negare l’evidenza del conflitto. La nota prefettizia si concentra in particolare sulla seduta consiliare del 29
settembre 2025. Nell’occasione, assente per protesta tutta l’opposizione, i consiglieri presenti, che da sempre
avevano escluso che il conflitto di interessi fosse mai esistito, adottavano una singolare delibera nella quale
asserivano che la causa di incompatibilità sarebbe stata rimossa per l’avvenuta esecuzione da parte del
Sindaco dell’ordinanza di demolizione n. 1/2025.
Il goffo espediente non ha però convinto il Prefetto il quale, anzi, ha evidenziato la palese contraddittorietà
della delibera consiliare “in quanto, affermare che il conflitto di interessi, e quindi l’incompatibilità, non
esistono solo per effetto dell’esecuzione dell’ordinanza di demolizione n.1/2025, si presta ad essere
interpretato come ammissione della loro precedente esistenza”.
Il Prefetto contesta, quindi, per un verso “il mancato rispetto dei termini da osservare per la rimozione delle
cause di incompatibilità (atteso che l’incompatibilità al momento dell’elezione nel giugno 2024 sarebbe
stata rimossa solo nel settembre 2025), e per altro verso la difformità della demolizione eseguita rispetto a
quella disposta nel 2020”.
IL Partito Democratico da tempo evidenzia che il conflitto non riguarda solo gli interessi personalissimi del
sindaco, confliggenti con gli interessi generali del Comune di Cittanova. A tale conflitto occorre aggiungere
anche quello tra il sindaco e la Responsabile dell’Ufficio Tecnico alla quale il primo ha attributo l’incarico e
che si è trovata (consapevolmente o inconsapevolmente) ad agevolare gli interessi personali del suo datore di
lavoro. Non solo la funzionaria ha per lungo tempo omesso di dare esecuzione ai provvedimenti sanzionatori
ma ha addirittura assecondato la richiesta dell’Avv. Antico di acquistare l’area destinata a parcheggio
pubblico occupata dal muro di recinzione abusivo, incurante dello speciale divieto, previsto per gli
amministratori pubblici dall’art. 1471 del codice civile, di comprare beni del comune amministrato.
Dunque, il conflitto di interesse, a dispetto delle disinvolte bugie del sindaco e delle compiacenti coperture
fornitegli dalla sua lacerata e oramai inesistente maggioranza, c’è sempre stato ed è ancora incombente e per
questo, si fa sempre più viva la preoccupazione per i gravissimi danni che da tale perenne conflitto derivano
per l’immagine del civico consesso e per la credibilità e l’autorevolezza dell’intera Istituzione Comunale.

L’ennesimo intervento della Prefettura è abbastanza chiaro: fino ad oggi il sindaco e i sei consiglieri che lo
sostengono, pur di conservare la carica, non si sono fatti scrupolo di violare la legge e d’ingannare la
cittadinanza. C’è da aspettarsi che continueranno a fare orecchie da mercante, ad accampare nuove scuse, a
proporre singolari interpretazioni della norma, tentando di navigare a vista per un po’ di tempo ancora,
indifferenti ai ripetuti ammonimenti della Prefettura e indifferenti rispetto alle tante problematiche irrisolte
che riguardano la cittadinanza. Per loro poco importa!
In realtà questa maggioranza sin dalla sua elezione è ostaggio dei problemi personalissimi del sindaco,
originati dagli abusi edilizi, tanto testardamente negati quanto indiscutibilmente acclarati. Il sindaco, sin
dalla sua elezione, ha costretto il Consiglio comunale e gli Uffici a sperperare tempo e risorse per individuare
espedenti volti a consentirgli di conservare la carica, incurante del fatto che questo avrebbe minato la
credibilità e l’autorevolezza dell’intera Istituzione comunale.
Non è, dunque, una questione di interpretazione di norme quanto, piuttosto, un problema particolarmente
grave di legalità e trasparenza che sussiste – com’è agevole comprendere – a prescindere dai reiterati e
pesanti richiami della Prefettura. Quello che è veramente disdicevole è l’ostinato ed ostentato tentativo del
sindaco di negare l’evidenza, senza farsi scrupolo di usare gli Uffici e lo stesso consiglio comunale per
risolvere vicende personalissime che avrebbero potuto e dovuto trovare ben altre soluzioni.
Si è a lungo discusso negli ultimi mesi e purtroppo si continua a discutere dei danni arrecati dall’incuria e dal
disinteresse del sindaco e della giunta al decoro dei beni comunali, a cominciare dallo scempio perpetrato ai
danni della villa comunale. Dal contenuto della recente nota della Prefettura e dagli espliciti rimproveri
rivolti al sindaco e alla sua maggioranza si evince che ben più gravi sono i danni arrecati al decoro e
all’immagine dell’Istituzione comunale e alla reputazione del nostro paese.
Nell’attesa dell’imminente convocazione del consiglio comunale disposta dal Prefetto c’è da agurarsi
che il sindaco Antico e assieme a lui i gruppi rimasti a sostenerlo la smettano una volta per tutte di
raccontare bugie e si assumano la responsabilità dei propri comportamenti mettendo fine a questa
girandola di espedienti che compromettono il decoro e l’autorevolezza dell’Istituzione comunale e
continuano ad arrecare un grave danno alla reputazione e all’immagine dell’intera comunità
cittanovese.

Exit mobile version