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Cinquefrondi, Risveglio sulle barricate contro il sindaco Conia

risveglio minoranza

I consiglieri di minoranza si preparano alla lotta politica contro il tatticismo del sindaco Conia e della maggioranza reso ancor più marcato da un clima di contrasti su temi decisivi per il futuro di Palazzo Manferoce. Lo spunto è arrivato in seguito all’ultima seduta consiliare nella quale sono emerse le divergenze causate – è stato riferito dai consiglieri di Risveglio – dalla necessità di svolgere appieno il loro ruolo di controllori sull’operato dell’Amministrazione comunale che sindaco e maggioranza tenderebbero a non agevolare.

«Non abbiamo padroni e rispondiamo alla nostra coscienza ed alla nostra impostazione politica» ha esordito, sul punto, Michele Galimi spiegando – nel corso di una apposita conferenza stampa – che il contrasto col sindaco sarebbe originato dal diniego all’appoggio della minoranza alla sua candidatura per l’elezione dei consiglieri metropolitani sfociando in una sorta di ritorsione politica rivelatasi dapprima nel mancato coinvolgimento sulla proposta della figura della consigliera Camelliti a presidente dell’assise (candidatura comunque sostenuta con voto unanime) quindi, nel rifiuto ad aderire alla risoluzione del Parlamento europeo denominata Safe Places for women che mirava a dichiarare Cinquefrondi “luogo sicuro per le donne” patrocinata dall’opposizione. Galimi, parlando di muro netto e mancanza di condizioni, ha annunciato le proprie dimissioni dalla carica di vicepresidente del Consiglio chiarendo che, se necessario, il gruppo farà nuovamente ricorso alla piazza per spiegare alla gente le proprie ragioni.

Ancora più severo si è dimostrato Aldo Polisena che, ricostruendo le difficoltà finanziarie del Comune, non ha mancato di sottolineare il boicottaggio «dell’Amministrazione comunale e degli apparati» alle sue richieste di chiarimenti documentali attraverso la negazione di atti e con risposte ad interrogazioni ottenute «da funzionari che non avevano direttamente titolo a farlo». Il consigliere socialista – che ha informato di aver trasmesso una nota al Prefetto di Reggio Calabria, ribadendo l’intenzione di fare opposizione ancor più netta – si è detto contrariato da atteggiamenti riconducibili alle osservazioni sulla questione di indennità di carica del primo cittadino contenute nel punto relativo la variazione di bilancio sul quale Galimi, Spanò e Alì hanno risposto con l’astensione mentre lui ha votato convintamente contro. Polisena ha poi criticato l’eccessivo utilizzo dell’istituto delle privatizzazioni per una Giunta dichiaratamente appartenete alla «sinistra antagonista», ricordando i tanti servizi (gestione dei rifiuti, scuola di specializzazione professionale, servizio di postalizzazione dell’Ente e soprattutto una porzione significativa del cimitero comunale destinata alla costruzione di cappelle e loculi) dati in concessione ai privati, confermando la propria intransigenza ad andare «fino in fondo».

I consiglieri Vanessa Spanò e Aldo Polisena

Rapporti tesi con la maggioranza certificati anche dalla capogruppo Lucia Alì che ha testimoniato come l’atteggiamento del sindaco rappresenti «una inaccettabile violazione del contraddittorio democratico» rendendo nota l’astensione, per protesta, dalla conferenza dei capigruppo, appoggiando le dimissioni del consigliere Galimi e denunciando pressioni politiche per il ritiro delle interrogazioni sugli accantonamenti destinati al debito idrico prodotte dal collega Polisena. Biasimo, infine, sul video informativo del sindaco relativo all’esito della sentenza del tribunale di Catanzaro nel quale «ha lasciato intendere alla cittadinanza – ha ribadito ancora Alì – che lui fosse la vittima e le responsabilità fossero degli ex amministratori» parlando di notizie devianti fornite alla cittadinanza e azioni illegittime in merito alla risposta data ai quesiti posti dai consiglieri di minoranza da parte di funzionari non autorizzati. «Non vogliamo dittatori né feudatari, vogliamo parlare liberamente» ha poi concluso, ironizzando sulla denominazione Cinquefrondi Comune dei diritti.          

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