Riceviamo e pubblichiamo:
Le segreterie Provinciali FAI-CISL e FLAI-CGIL, riunitesi nella Camera del Lavoro di Polistena, alla luce di quanto, ormai da tempo, sta succedendo nei Consorzi di Bonifica della Provincia di Reggio Calabria, e non ultimo di quanto denunciato dalla RR.SS.AA. in un corposo e premonitorio documento del 23 u.s. scorso, che queste segreterie fanno proprio, denunciando:
Il mancato pagamento degli stipendi di marzo ed aprile, nonostante si sia preso l’impegno formale da parte di Commissari e Presidenti del rispetto delle scadenze e la corresponsione dello stipendio di marzo prima delle trascorse feste Pasquali, (dieci giorni dopo la legittima scadenza).
A tutt’oggi nessuna soluzione è intervenuta in concreto, ne alcuna risposta è stata fornita, se si escludono garanzie vacue e promesse futili che non fanno che offendere e mortificare la dignità dei Dipendenti.
La presenza di Commissari e Presidenti doveva e deve essere tesa alla soluzione delle problematiche, e non invece, facile alibi per lo scarico di responsabilità reciproca, o ancor più, per disinteressarsi dei problemi, si pretendono – per rispetto al ruolo di grande responsabilità e collaborazione svolto negli anni, ma ancor più, per riguardo alla dignità dei lavoratori – risposte certe sul perché non sono stati pagati per tempo, (per l’ennesima volta), gli stipendi, pur essendoci la disponibilità finanziaria, (ammesso che almeno questa si sia riusciti a verificare!!??); e se risulta veritiera la ormai notoria causa riconducibile a mera burocrazia ad orologeria relativa a firme, bolli, ruoli e competenze ecc. che vengono usati con “disinvoltura” per fini poco dignitosi ed insensibili alle mortificazioni ed ai danni economici arrecati ai Dipendenti.
Nella nota della RR.SS.AA. citata ed indirizzata al Direttore Generale del Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria, ai Commissari, ai Presidenti ed al Direttore Generale dei Consorzi di Bonifica, si evidenziavano gli accordi sindacali sottoscritti in data 16 marzo 2010, recepiti con Deliberazione del Comitato dei Commissari N° 5 del 30 marzo 2010, e ratificati con Decreto Presidente Giunta Regionale N° 201 e 202 del16 dicembre 2011, che non sono stati rispettati nella loro interezza, pertanto queste OO.SS. ritenevano che le divergenze tra le varie fazioni della parte datoriale dovevano essere risolte al più presto anche con mediazione autorevole di tavoli Regionali, che però, non potevano riguardare queste OO.SS. che si aspettavano con ogni sollecitudine, il pieno e totale rispetto degli accordi sottoscritti e recepiti con proprio atto Deliberativo dal Comitato dei Commissari, e ratificati dalla Regione Calabria.
Per quanto ci è dato sapere, pare che l’auspicato Tavolo al chiuso tra i Presidenti, i Commissari e con la mediazione del Direttore Generale del Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria, si sia concretizzata però in modo anomalo, facendo assumere da una sola parte, seppur divisa e contrapposta una soluzione che risolve i problemi delle Amministrazione , senza il concerto delle OO.SS. che hanno il dovere della tutela dei Lavoratori,ovviamente a queste OO.SS. non interessa che una Amministrazione, si carichi di un peso economico riguardante 4, (al momento), o 6, alla scadenza dell’accordo, marzo 2013) Dipendenti in più a favore di un’altra Amministrazione, bensì il danno eventuale che i singoli Dipendenti dovranno subire, per il non rispetto dell’accordo ed il trasferimento nelle Sedi scelte.
Pare, quindi, di tutta evidenza, che fin quando non saranno rispettati tali accordi, con tutela reale dei dipendenti, nessun atto di assegnazione definitiva del personale potrà essere messo in essere, neppure se mitigati attraverso ulteriori promesse e/o ulteriori documenti.
L’argomento non è un mercanteggiare tra le varie Amministrazioni sui metri quadri di immobile o sul dare/avere: è cosa molto più seria e incide nel futuro e sui diritti dei Lavoratori, ed è argomento che nessuno può pensare di trattare al chiuso, senza la forte presenza della parte più importate: i Lavoratori, e per questi le OO.SS. che li rappresentano, si ritiene pertanto opportuno e quanto mai conveniente affrontare oggi le problematiche che hanno dato origine a quanto evidenziato, non potendo demandare eredità pesanti e non proprie alle subentranti Amministrazioni, inconsapevoli dei fatti esposti, quindi, è di ogni evidenza che propedeutico ad ogni trasferimento risulta la risoluzione delle richieste già avanzate per via legale, delle altre avanzate con notifiche dirette degli interessati e preannuncio di azioni legali, nonché con una ricognizione di palesi situazioni che pur non formalizzate sono state già annunciate.
Nel contesto rientrano anche le richieste avanzate da gruppi di dipendenti a cui, in regime di disparità di trattamento, non è stata riconosciuta l’anzianità di servizio spettante, ed altre rivendicazioni pendenti.
Queste OO.SS. non consentiranno, altresì, atteggiamenti antisindacali che minino i diritti inalienabili di ogni Lavoratore, ne consentiranno intimidazioni e/o vessazioni ispirate a principi inconfessabili, specificando altresì che l’Autonomia Sindacale, per quanto ci riguarda è irrinunciabile , e che nessuno si possa sognare di minare l’unità Sindacale che da sempre sulla vertenza in questione è stata coesa ed unitaria a difesa dei diritti dei Lavoratori, di tutti i Lavoratori senza nessuna distinzione.
Pertanto chiediamo l’immediata revoca della Delibera n° 6 del 27/04/2012 altrimenti ci vedremo costretti ad inviare gli atti alla Corte dei Conti, per i danni diretti e le vertenze consequenziali.
In subordine alla revoca della Delibera di cui sopra chiediamo urgente incontro.
Musolino FAI-Cisl
Fida FLAI-Cgil