
“La ‘ndrangheta mi fa schifo e non voglio che questo marchio d’infamia ricada sulla mia famiglia. Mi spiace che il nome degli Agnelli sia stato associato alla ‘ndrangheta per colpa mia. Io sono spazzatura e di sicuro quella famiglia non vuole avere a che fare con la spazzatura”.
Ha parlato questa mattina così Rocco Dominello, presunto boss rosarnese della ‘ndrangheta, durante l’udienza preliminare del processo “Alto Piemonte” nel quale è imputato; Rocco Dominello, accusato di essere uno dei capi della locale di Montanaro, è il padre di Saverio, che la procura ipotizza sia stato infiltrato dalla ‘ndrangheta nella curva bianconera, nel tentativo di fare affari con il bagarinaggio, con il placet della società torinese.
Andrea Agnelli dunque, non avrebbe avuto alcun legame con la ‘ndrangheta; le dichiarazioni spontanee rese questa mattina da Rocco Dominello, e riportate da diversi quotidiani nazionali, scagionerebbero il numero uno della Juventus che il 18 marzo scorso ha ricevuto un deferimento da parte della giustizia sportiva per i presunti contatti con la criminalità organizzata.
Andrea Agnelli, subito dopo la notifica del deferimento da parte della procura federale, ha smentito in conferenza stampa ogni legame con i boss mafiosi, ammettendo di aver incontrato gruppi di tifosi, Club DOC e gruppi di ultras “alla luce del sole”.
Durante l’udienza preliminare di questa mattina, Saverio Dominello ha spiegato ai magistrati di aver preso le distanze dalla ‘ndrangheta nel 2012, anno in cui avrebbe smesso di compiere favori per conto della criminalità organizzata; questa mattina Dominello ha fatto sapere che non farà più parte della ‘ndrangheta: “Non farò il pentito, ma smetto di essere componente dell’organizzazione – avrebbe detto in udienza – Non so se questa mia scelta avrà ricadute sulla mia famiglia, ma nessun mio familiare sapeva che ero un ‘ndranghetista, nemmeno i miei figli che sono imputati in questo processo”.
