La circolazione dei treni sulla linea Paola – Reggio Calabria ieri è stata bloccata per circa tre ore a causa del blocco dei binari della stazione di Rosarno, effettuato dai manifestanti del movimento 14 luglio di Nicotera.
Il gruppo che lotta contro l’inquinamento marino del litorale lamenta il mancato rispetto degli impegni assunti nei mesi scorsi dalla Regione sulla questione.
Dopo le proteste estive era stato avviato un percorso che prevedeva l’utilizzo di circa 400 mila euro per risolvere alcune delle criticità del sistema fognario di Nicotera e la creazione di una task force che si sarebbe dovuta occupare del tratto di costa che va da Nicotera fino a Gioia Tauro.
Secondo gli esponenti del movimento l’interlocuzione è stata fruttuosa per i primi 4 mesi ma si è interrotta bruscamente negli ultimi due quando i referenti della Regione avrebbero iniziato a negarsi anche al telefono.
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Ieri mattina al termine di un incontro con alcuni dirigenti regionali che si è svolto nella sala consiliare del comune di Nicotera, i manifestanti hanno deciso di salire sui pullman e di occupare i binari della stazione di Rosarno.
Prima di lasciare Nicotera l’assemblea aveva deciso di non rimuovere il blocco fino all’ottenimento di risposte precise su tutte le questioni sul tavolo.
A quel punto, con i binari bloccati e l’accumularsi dei disagi per i viaggiatori, si è rivelata preziosa la mediazione del primo dirigente del commissariato di Polizia di Gioia Tauro Diego Trotta che ha stabilito un canale di comunicazione tra i manifestanti e il presidente Oliverio. Il blocco è stato infatti rimosso quando gli attivisti del movimento 14 luglio hanno ricevuto una email certificata in cui veniva fissato un incontro per la giornata di oggi tra una delegazione dei manifestanti e il presidente della Giunta regionale.
Il sindaco di Cinquefrondi Michele Conia ha sstwenuto pubblicamente la lotta dichiarando: «per fortuna ci sono anche donne e uomini come quelli del movimento 14 luglio di Nicotera che hanno il coraggio di lottare, sacrificarsi, rischiare per il bene collettivo».