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Bigenitorialità: è Palmi il primo comune calabrese a dotarsi del registro

«Abbiamo accolto l’appello dell’associazione avvocati matrimonialisti italiani e ci siamo sin da subito resi disponibili, considerando l’importanza e la delicatezza dell’ambito nel quale stavamo operando, quello della tutela dei diritti della famiglia e del minore. Abbiamo cercato di lavorare nel superiore interesse del minore cercando di tutelare il suo diritto alla bigenitorialità».

Con queste parole Alessia Avventuroso, assessore al Welfare del Comune di Palmi, ha commentato l’approvazione del registro per la bigenitorialità, uno strumento importante che tutela i diritti dei bambini di coppie separate o divorziate.

La proposta è stata votata favorevolmente da tutti i consiglieri della quarta commissione consiliare, che momento dell’approvazione era composta dai consiglieri Denise Iacovo, Giuseppe Magazzù e Angela Cosentino; favorevoli anche i capigruppo di minoranza Silvana Misale, Domenica Di Certo e Pino Ippolito, nonché il presidente di commissione Francesco Trentinella.

La proposta è stata poi discussa durante il consiglio comunale lo scorso 8 Febbraio, ed è stato approvata dall’unanimità dei presenti.

L’istituzione del registro è stato accolto con grande soddisfazione dall’assessore alle politiche sociali Alessia Avventuroso, che ha aggiunto: «Abbiamo operato per il mantenimento di un rapporto equilibrato con entrambi i genitori, soprattutto nell’ottica della tutela del minore, affinché viva in modo sereno con entrambi i genitori, al riparo da dissidi che spesso hanno come effetto il danneggiamento dei figli».

Quello della bigenitorialità è un diritto garantito dalla legge 54 del 2006, che stabilisce l’affidamento condiviso dei figli ad entrambi i genitori in caso di separazione, distribuendo equamente le responsabilità specifiche e la permanenza del bambino con ciascun genitore e mantenendo inalterata la genitorialità di entrambi, a tutela della relazione genitori-figli.

Palmi è il primo comune in Calabria ad adottare il registro per la bigenitorialità, senza il quale tutte le informazioni istituzionali sarebbero inviate al solo genitore presso il quale il minore risiede, con la conseguente estraneità dell’altro genitore dalla vita del proprio figlio.

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