Il sindaco di Cinquefrondi, Michele Conia, torna a schierarsi contro l’autonomia differenziata e a ribadire la propria contrarietà a una riforma che, a suo giudizio, rischia di ampliare il divario tra i territori italiani e compromettere l’universalità dei diritti garantiti dalla Costituzione.
Attraverso una nota, il primo cittadino richiama il proprio impegno politico contro il federalismo fiscale, sostenendo che la battaglia di oggi rappresenti la naturale prosecuzione di quella portata avanti negli anni scorsi. «Da sindaco – ha affermato – conosco ogni giorno le difficoltà dei cittadini e so bene quali siano le conseguenze delle disuguaglianze tra territori. Per questo mi sono opposto al federalismo fiscale e continuo a oppormi con determinazione all’autonomia differenziata».
Per Conia la questione non è politica o ideologica, ma riguarda la tutela dei diritti fondamentali. «I diritti delle persone – sostiene – non possono dipendere dal codice postale di residenza». Un principio che, secondo il sindaco, sarebbe messo in discussione dall’attuazione della riforma, soprattutto dopo i più recenti passaggi parlamentari relativi al trasferimento di competenze alle regioni.
Nel mirino del primo cittadino ci sono soprattutto i possibili effetti sul sistema sanitario e sui servizi pubblici. Secondo Conia, affidare maggiori competenze alle regioni in settori come sanità, istruzione e governo del territorio potrebbe accentuare gli squilibri tra le aree del Paese, penalizzando quelle già caratterizzate da maggiori difficoltà economiche e sociali.
«Il rischio – ha evidenziato – è quello di consolidare una sanità a due velocità, dove la qualità delle cure dipende dalla capacità economica della singola regione». A questo si aggiungerebbe, secondo il sindaco, una riduzione delle risorse perequative destinate agli enti locali, con inevitabili ripercussioni sulla gestione dei servizi essenziali, dai trasporti alle scuole, fino alle politiche sociali.
Conia ha richiamato anche il ruolo dei sindaci, definiti «il primo presidio dello Stato sul territorio», chiamati quotidianamente a confrontarsi con i disagi dei cittadini. «Siamo noi – ha ripreso – a raccogliere le richieste di chi non riesce ad accedere a una prestazione sanitaria o vede venir meno un servizio pubblico. Per questo non possiamo restare in silenzio».
Il primo cittadino ha concluso ribadendo la volontà di proseguire la propria iniziativa politica e istituzionale contro l’autonomia differenziata, nella convinzione che il Paese debba puntare sulla coesione e non sulla frammentazione. «L’Italia ha bisogno di rafforzare i servizi pubblici e garantire pari dignità a tutti i cittadini. Continuerò questa battaglia insieme alla mia comunità e a quanti credono in un Paese unito e solidale».
