Un inquietante atto intimidatorio è stato perpetrato ai danni di Michele Galimi, politico di lungo corso, esponente del Partito Democratico, più volte sindaco di Cinquefrondi ed oggi consigliere comunale di minoranza con la lista Risveglio. Il fatto, accaduto qualche giorno addietro, è stato reso noto solo in queste ultime ore dopo l’effettuazione della denuncia agli inquirenti.
Da quanto appreso, ignoti si sarebbero introdotti nottetempo nella proprietà della famiglia Galimi a Cinquefrondi collocando una bottiglia contenente liquido infiammabile con annesso innesco sulla vettura della moglie parcheggiata presso il box adiacente l’abitazione. Nessuno dei componenti si sarebbe accorto di nulla nei giorni a seguire per l’equivoco di aver scambiato il contenitore, benché ubicato in un posto inusuale, per un flacone di detergente che si pensava fosse stato dimenticato inavvertitamente dalla collaboratrice domestica nello svolgimento quotidiano delle proprie incombenze. La spiacevole scoperta sarebbe avvenuta ad opera della moglie dell’ex sindaco che, nell’atto di spostare la bottiglia, avrebbe avvertito il forte, quanto inusuale, odore di liquido infiammabile. Da lì l’allarme con la conseguente segnalazione alle forze dell’ordine per i riscontri di rito.
«Un’azione vigliacca che non trova giustificazioni e che non riesco a spiegarmi» ha riferito uno scosso Galimi al nostro giornale, riflettendo di aver tenuto sempre rapporti socievoli e cordiali con chiunque chiarendo tuttavia che le uniche “contese pubbliche” sono esclusivamente riconducibili all’azione politica benché circoscritte alle sedi preposte. Non si esclude, infatti, l’ipotesi di un gesto sconsiderato di qualche isolato esagitato, disturbato dall’azione determinata dell’opposizione consiliare con particolare riferimento alle ultime settimane di accese polemiche politiche cittadine.
Intanto, il gruppo consiliare Risveglio ed il Circolo del Partito Democratico cinquefrondese hanno espresso “solidarietà e fraterna vicinanza” a Michele Galimi “bersaglio, nelle ultime ore, di un inaccettabile e gravissimo atto di intimidazione e violenza criminale” evidenziati in un apposito comunicato che riconduce all’ipotesi di un vile gesto di matrice politica respingendo il tentativo di “strategia della paura” che “non scalfirà di un millimetro il nostro impegno per la legalità ed il futuro del nostro territorio” è stato ribadito, confermando, unitamente alla fiducia nell’operato di magistratura e forze dell’ordine, la resistenza di fronte ad azioni inconsulte di questa portata.
Supporto arrivato direttamente anche dalla capogruppo di minoranza e coordinatrice dem cittadina Maria Lucia Alì che ha parlato di un «gravissimo atto intimidatorio che colpisce un politico, un dirigente PD, un già sindaco ed un consigliere comunale, ma soprattutto un uomo sempre al servizio della popolazione e che si è sempre speso a favore dei diritti della sua gente e del territorio».
Dopo la rituale denuncia alle forze dell’ordine, Michele Galimi, accompagnato da tutti i componenti il gruppo consiliare di minoranza di Risveglio, si è recato presso la sede comunale per un colloquio urgente con il sindaco Michele Conia prontamente informato dell’accaduto.
