
19.31 Nel documento i sindaci della Piana dichiarano il loro fermo no all’operazione e danno mandato ai sindaci di Gioia e san Ferdinando a opporsi a questa decisione al tavolo di domani.
L’assemblea di città degli ulivi si riunirà nuovamente mercoledi nella sala consiliare di Gioia Tauro. All’incontro saranno invitati i ministri Bonino e Lupi.
19.26 E’ terminato l’intervento dell’assessore Fedele. Foti legge il documento stilato dai sindaci della Piana.
19.21 Fedele: «Se ci sarà anche il minimo dubbio sulla sicurezza, la nave non si avvicinerà al nostro territorio. Questo ve lo assicuro. Se le garanzie non ci saranno tutto sarà bloccato sul nascere. E’ una posizione di responsabilità nei vostri confronti. Non fatevi spaventare dagli allarmismi. Vorremo rassicurazioni scientifiche, non politiche. Nessuno andrà a chiedere l’elemosina ma con la schiena dritta».
19.19 Fedele viene interrotto dalla gente che protesta.
19.14 Interviene l’assessore regionale ai Trasporti Luigi Fedele: «La vostra partecipazione è importante. Ho ascoltato con attenzione tutti gli interventi. Ognuno ha espresso quello che sentiva. Il presidente della Giunta regionale che stasera io rappresento, non era stato avvertito di questa iniziativa, subendo una grave sgarbo istituzionale. Ho ascoltato personalmente la sua chiamata di protesta fatta al governo e solo dopo quella presa di posizione il governo ha convocato l’incontro di domani. Anche se il mio partito fa parte di questo governo sappiate che non faremo sconti e chiederemo di sapere tutto. Il governo dimentica la Calabria quando dovrebbe ricordarsene e lo fa quando non dovrebbe. Non è il caso di fare allarmismo. la Giunta regionale vuole la massima certezza precisa e documentate che non ci sia alcun pericolo per la salute dei cittadini»
19.06Prende la parola il presidente della Provincia Giuseppe Raffa: «questa indignazione deve esserci per tutti gli episodi gravi che accadono in questo territorio come la violenza delle organizzazioni criminali. I due sindaci hanno un mandato ben preciso senza margini di trattative. Anche il consiglio provinciale darà il suo no convinto. L’operazione stava per passare sottotraccia. Dobbiamo constatare l’assenza dei parlamentari e questo è grave. se qualcuno già sapeva di questa situazione e non l’ha condivisa con il territorio noi lo scopriremo e gli faremo le giuste responsabilità. Noi non siamo disponibili a nessun baratto. Per quel che mi riguarda su questo tema non ci sono trattative da fare. La Provincia è stata ignorata. Da questa esperienza devono nascere processi virtuosi. La gente deve partecipare sempre come sta partecipando oggi. Domani scriveremo al ministro e faremo presente la contrarietà di istituzioni e popolazioni».
19.02 Il sindaco di San Giorgio Morgeto Giorgio Cleri: «Non mi è mai capitato di vivere un fatto così grave e inaudito. Dobbiamo essere concreti e adottare iniziative che possano indurre il governo a recedere nella scelta. Sono d’accordo sulla convocazione di tutti i consigli comunali. Costituiamo un gruppo di legali che possa adire l’autorità giudiziaria per emanare una provvedimento in via cautelare».
18.45 Sono intervenuti Nucera di Confindustria e il consigliere regionale Giordano. Entrambi hanno espresso contrarietà alla scelta.
18.45 Interviene il consigliere provinciale Rocco Sciarrone: «il Governo centrale non ha mai coinvolto la popolazione. Mi stupisce il modo in cui si è inteso far trasbordare queste armi. perchè in Italia hanno rifiutato tutti e hanno scelto Gioia Tauro. Hanno scelto un territorio già seviziato da impianti pericolosissimi. Al tavolo romano i sindaci non devono barattare nulla. Anche se ci portassero oro noi dovremmo rifiutare. Se Gioia è una eccellenza perchè su Gioia Tauro non si investe sul serio? Chiediamo investimenti seri. Chi ha portato quelle armi chimiche in Siria se le riprenda e non le smaltisca da noi. Sabato 25 faremo una manifestazione in piazza dell’incontro a Gioia Tauro. Vi invito tutti sperando che da quella manifestazione parta un urlo di riscatto e di ribellione».
18.45 Interviene il sindaco Gerace Pino Varacalli in rappresentanza dei sindaci della locride: «bisogna respingere questa decisione e capire come respingerla. Proporrei di impostare una delibera da far approvare in tutti i consigli della Calabria».
18.44 Altro intervento dalla sala: «Io a Roma non sarei andato. A Roma vi diranno chiacchiere. Io questa polpetta l’avrei fatta mangiare alla Bonino. Oggi la gente che c’è vi chiede di dire no».
18.39 Altro intervento dal pubblico: «Vogliamo calcolare la percentuale di errore umano? capisco che oltre a essere sindaci avete situazioni di appartenenza. Fate fronte comune, date tutti le dimissioni e metterete alla prova lo Stato e dimostrerete al popolo che si stanno affidando a persone con gli attributi».
18.34 Interviene il vicesindaco di Rosarno: «Non è una scelta militare ma è una scelta voluta dall’alto. Il popolo non può essere tenuto all’oscuro. Anche noi diciamo no».
18.28 Interviene il sindaco di Cittanova Sandro Cannatà: «Siamo stati trattati come un popolo di servi ai quali bisogna nascondere e non far sapere. Io mi sono subito chiesto, ma perchè se le vogliono smaltire in acque internazionali perchè le armi passano da Gioia Tauro? queste sostanze verranno smaltite nel Mediterraneo e inquineranno le nostre acque. Il nostro mare, se non oggi domani, diverrà un mare morto. Se dovesse succedere un incidente a 300 metri dal porto che succederà? i soldati saranno forniti di mascehere antigas? le avremo anche noi? noi sindaci dobbiamo dire no. Dopodomani dovremmo convocare tutti i consiglio comunali della Piana contemporaneamente per deliberare tutti insieme per il no a questa operazione».
18.21 Interviene il sindaco di Polistena Michele Tripodi: «dico subito quello che avrei detto anche in un’assemblea chiusa. Fosse per me le armi chimiche non transiterebbero neanche per un minuto. Rispetto a una posizione legittima di autodeterminare le volontà popolari del territorio, registro che c’è una posizione diversa in autorevoli esponenti del mondo della politica e del sindacato. C’è l’esigenza politica americana di dare eco alla operazione politica di smantellamento. Tacito definiva la sete di potere di Roma dicendo fanno il deserto e la chiamano pace. Giustificano le cose più schifose imponendole alla popolazione e hanno bisogno di spettacolarizzare tutto. Passano da Gioia perchè serve la risonanza. Nessuno sa cosa trasportano queste navi. Ai sindaci che domani andranno da Letta dico che non devono tergiversare e non devono permettere che accada. Propongo una mobilitazione importante. L’antipolitica oggi non c’è qui in aula. Io chiedo prese di posizioni forti».
18.14 Interviene un altro cittadino presente in aula: «La Calabria non si è mai sottratta alla sovranità nazionale. Mai nessuna ha evitato un intervento. Solo per la centrale a carbone la Calabria ha detto no. Non si può restare fermi rispetto a questa situazione. Sappiano tutti che la Sardegna ha detto no. Anche noi dovremmo dire no a prescindere».
18.06Interviene il sindaco di Cinquefrondi Marco Cascarano: «Non c’è divisione tra sindaci e popolo. Questa sera qui c’è il popolo della Piana di Gioia Tauro. L’esasperazione dei cittadini deriva dall’esasperazione della cattiva politica nazionale. Adesso il ministro si è accorto che in Calabria c’è il Porto di Gioia Tauro. Noi dobbiamo stare con il poplo e non contro il proprio popolo. Sono pronto ad andare fino in fondo. Sono pronto a dimettermi se si va ancora contro il popolo. Programmiamo una manifestazione alla presenza del ministro».
17.56 Interviene il sindaco di Seminara Giovanni Piccolo: «Noi vogliamo tutelare gli interessi del territorio. Vogliamo trovare la soluzione più consona ed efficace. Esprimo appoggio e solidarietà agli amici di Gioia Tauro e San Ferdinando. Si sta cercando di portare avanti un processo di pace e noi siamo arrivati per sbrigare le negatività. Perché gli altri paesi hanno rifiutato. Speravo che il ministro degli Esteri si occupasse degli operai calabresi sequestrati in Libia. Non posso accettare il concetto di segreto militare. Tutto quello che succede in ambito portuale deve essere preventivamente autorizzato. C’è da capire che fine faranno queste sostanze? saranno smaltite non lontano da casa nostra. Come giustificheremo noi l’ulteriore insorgenza di malattie? Spingiamo per far si che lo smaltimento di questi rifiuti avvenga in un posto molto molto lontano dalla nostra terra».
17.47 Interviene Pino Romeo del tavolo tecnico di tutela ambientale: «Dopo le forti proteste in Albania, l’arsenale sarà distrutto nella zona di mare vicino Creta. I chimici greci parlano di scenario da incubo. Parlano di necrosi completa dell’ambiente interessato. Le aree di smaltimento esistono negli Stati Uniti, in Germania e in Russia. Però si ricorre a un metodo pericoloso come l’idrolisi. Si è scelto il Mediterraneo perchè è un mare chiuso. Il processo di distruzione dovrebbe durare circa tre mesi. I gas mortali non sono mai transitati dal porto di Gioia Tauro. La legge italiana prevede il divieto anche del transito di armi chimiche sul territorio nazionale. Propongo ai sindaci di applicare il principio di precauzione e di bloccare l’operazione e la proclamazione uno sciopeto generale».
17.45 Riprende l’assemblea e Fazzolari conclude il suo intervento
17.40 Oliveri rivolto al pubblico: «Stiamo dimostrando che il territorio è in grado di dividersi su tutto. Non stiamo facendo una bella figura. Noi stiamo cercando di attuare una strategia comune».
17.36 Il pubblico interrompe ancora una volta l’assemblea.
17.30Interviene il sindaco di Varapodio Orlando Fazzolari: «Ogni popolo deve essere rispettato nella sua libertà. Non pretendiamo che l’Onu concerti con noi le sue decisioni però i popoli che abitano un territorio meritano rispetto. L’informazione andava data al popolo che abita questa Regioni. I cittadini devono essere informati. Le armi chimiche che in Siria sono considerate pericolose sono le stess che saranno gestite in questo territorio. Perchè nessuno ci ha informato? Il territorio deve essere certo di non avere nulla da temere».
17.27 Alvaro viene interrotto dal pubblico che non condivide il suo intervento.
17.23 Interviene il sindaco di Giffone Aristodemo Alvaro: «Questa assemblea non deve essere strumentalizzata. Io non voglio fare il populista. Qui c’è di mezzo una operazione di intelligence. Non possiamo pensare che ogni sindaco possa essere informato. Perchè negli anni sui vari traffici della ndrangheta nessun sindaco ha mai fatto l’assemblea? questa operazione è stata spiegata nei dettagli dal corriere della sera 30 giorni fa. Da Gioia non passeranno le bombe. Se questo è un momento per ricongiungerci io ci sono ma se mi dite che avrebbero dovuto informarmi su operazioni di intelligence io mi metto a ridere».
17.14 Oliveri: «Perchè hanno scelto Gioia dopo che altri si erano opposti? non è vero che lo hanno scelto perchè siamo una eccellenza. Poi hanno messo una pezza peggio del buco dicendoci che hanno trasportato negli anni materiali tossici. Allora perchè ci sarà questo spiegamento di forze? perchè manderanno l’esercito se è una operazione di routine? Se è il porto è un porto di eccellenza perchè l’istituzione della zes è sepolta nei cassetti della camera e del senato? perchè non si investe su Gioia ma arrivano solo le briciole? Ci hanno scelto perche siamo un popolo di pecoroni che accetta tutto quello che gli viene inviato. Dobbiamo rialzare la testa. Aspettavo ancora più gente stasera in aula. Domani non ci saranno buone nuove dai tavoli romani. La popolazione deve tenere alto il livello di attenzione».
17.12 Prende la parola il presidente dell’assemblea Emanuele Oliveri: «Il nostro non è un problema “da fuori del mio giardino”. Noi discutiamo questa decisione nel metodo e nel merito. Noi dovevamo essere informati e dobbiamo difendere gli interessi del territorio. La Piana è figlia del porcellum. Questi oltraggi dipendono da una rappresentanza politica che non c’è».
17.11Foti: «domani i sindaci di Gioia e san Ferdinando parleranno a nome dei 33 primi cittadini della Piana.
17.06 Interviene il vicesindaco di Gioia Tauro Jacopo Rizzo: «Domani andremo a ribadire la nostra posizione contraria e non contrattiamo niente e non svenderemo il nostro territorio che subisce troppe decisioni calate dall’alto. Il governo dovrebbe spiegare perchè si sceglie una zona che non ha un ospedale e che non potrebbe fornire in caso di incidenti soccorsi adeguati. In questa vicenda si gioca molto l’intera Regione».
17.01 Madafferi: «intendiamo avere tutte le attenzioni possibili per la nostra area. al porto non si può più parlare di licenziamenti. Da fonti ufficiosi pare che il trasbordo avverrà a 300 metri in linea d’area dalle scuole di san Ferdinando. Non credo che il presiente Letta revochi la decisione».
16.59 Madafferi: «dobbiamo sapere tutto per poter informare la popolazione. Non è vero che materiale del genere è già passato dal Porto. Sono passati al massimo fuochi di artificio. Manderanno 500 soldati. Domani chiederemo tutti i particolari. Siamo indignati perchè la regione è sempre attenzionata per cose negative»
16.56 Prende la Parola il sindaco di San Ferdinando, Domenico Madafferi: «Ne io ne il sindaco di Gioia Tauro sapevamo nulla. Ho appreso la situazione da un giornalista del tg1. Ho allertato imediatamente i colleghi. Neanche il presidente Scopellita era stato informato. E’ una decisione di puro dilettantismo politico».
16.53: L’assemblea è aperta dal presidente Foti che passa la parola al sindaco di San Ferdinando.
