
I fatti risalgono al 2011, quando Pronestì si sarebbe reso complice della costruzione di un bunker, utilizzato dall’allora latitante Francesco Pesce detto “testuni”. In concreto, l’uomo tratto oggi in arresto avrebbe permesso che all’interno della sua ditta, la “Demolsud”, venisse costruito e nascosto il bunker nel quale, il 9 agosto del 2011, venne catturato dai carabinieri del Ros di Reggio Calabria proprio Ciccio Pesce “testuni”.
In quella circostanza Pronestì finì in carcere con l’accusa di favoreggiamento aggravato, e vi rimase fino al 15 febbraio del 2012, data in cui venne rimesso in libertà. Adesso dovrà espiare il resto della pena.
L’uomo è stato arrestato mentre si trovava ricoverato nella clinica “Villa Salus” di Cannitello.