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A Palmi l’incontro dei pellegrini UALSI e dei devoti della Madonna di Lourdes

Domenica 15 febbraio 2026 si è svolto a Palmi  l’incontro dei pellegrini dell’UALSI e dei devoti della Madonna di Lourdes. L’evento, coordinato da don Paolo Martino, ha visto la partecipazione  di S.E. Mons. Giuseppe Alberti, Vescovo della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi.

In apertura, don Paolo Martino, dopo un breve saluto ai numerosi partecipanti, ha delineato il senso profondo della giornata, ricordando come la Vergine è una guida costante nel discernimento del proprio cammino di fede: «La nostra speranza è Gesù Cristo», ha sottolineato don Paolo, definendo Lourdes come un punto di riferimento imprescindibile non solo per i singoli pellegrini, mtti i cristiani.

 In un clima di raccoglimento ha introdotto l’intervento di Don Nino Larocca, figura da sempre vicina e sensibile alle tematiche mariane. A lui è stato affidato il compito di relazionare sul tema: “La vergine di Lourdes ci invita alla penitenza e alla conversione”, ha offrerto spunti di riflessione che hanno unito la devozione popolare a una profonda analisi teologica. L’intervento di Don Nino Laroccaha offerto una rilettura del messaggio di Lourdes, intrecciando Scrittura e vita quotidiana. Per il relatore, il vero cammino non inizia alla Grotta di Massabielle, ma tra le pagine della Bibbia: «Dobbiamo essere anzitutto pellegrini della Sacra Scrittura – ha esordito – e solo allora recarci a Lourdes». Don Larocca ha delineato il profilo di Maria come modello di obbedienza e prossimità. La sua missione di cura si manifesta in gesti concreti che attraversano i Vangeli:

Il cuore della relazione ha poi toccato la simbologia del Santuario. Per Don Larocca, Lourdes non è solo un luogo di devozione, ma rappresenta una grande catechesi sul Battesimo. Attraverso i suoi SEGNI — la grotta, l’acqua, la luce, la preghiera, il silenzio, la malattia e la sofferenza — il messaggio della Vergine richiama ogni fedele alla riscoperta della propria dignità filiale e alla rinascita spirituale avviata con il sacramento.

Il primo segno è la Grotta di Massabielle, la roccia, ha spiegato il relatore, richiama l’immutabilità di Dio, è il rifugio sicuro su cui costruire la propria vita per non crollare. Come per Mosè ed Elia nelle Scritture, anche per Bernadette la grotta diventa il luogo dell’incontro con Dio, preceduto da quel “vento leggero” che annuncia la presenza divina. Sulla Roccia che è Cristo, si innesta la Chiesa, rappresentata dalle Basiliche che svettano sul sito e custodiscono la Parola di Dio.

L’acqua della sorgente viene definita una narrazione della Grazia. Essa è un richiamo diretto al Battesimo attraverso l’acqua partecipiamo alla morte di Gesù per rinascere a nuova vita. «L’acqua lava, guarisce e manifesta la cura di Dio per noi», ha sottolineato, evidenziando il legame tra purificazione interiore e rinascita spirituale.

Il segno della Luce (il candelabro perenne e la processione aux flambeaux), prima parola della Creazione, a Lourdes si identifica con Gesù, Luce del mondo presente nell’Eucaristia. È da questo chiarore che scaturisce ogni cosa, guidando il pellegrino fuori dalle tenebre verso la pienezza della verità.

 Richiamando la diciottesima apparizione, l’ultima a Lourdes, il sacerdote ha sottolineato il valore del silenzio, oggi sempre più raro. In quel mutismo, Maria insegna l’ascolto di Dio.

 La malattia e il dolore diventano così la «notte dello spirito», dove però Cristo non è assente: sulla Croce Egli abbraccia l’infermità umana, identificandosi con il sofferente e facendosi «luogo teologico dell’accoglienza». Dio intercede sulle piaghe umane come una medicina, portando alla guarigione del corpo e soprattutto dello spirito attraverso la conversione.

Dobbiamo «spogliarci dell’armatura» seguendo l’esempio di Bernadette, la piccola veggente povera e ignorante. Il gesto di scavare nella terra, richiesto dalla Vergine, è l’atto di umiltà per eccellenza: il fango rappresenta il nostro peccato, ma è proprio da lì che Dio fa scaturire l’acqua limpida della Grazia.

Il culmine del messaggio di Lourdes risiede nel nome: «Io sono l’Immacolata Concezione». Questo sigillo d’amore rivela che la nostra identità profonda è la purezza, non il peccato. Don Nino Larocca ha infine ricordato la promessa di Maria a Bernadette: una gioia che non appartiene a questo mondo, ma all’eternità.

Il riconoscimento ufficiale dell’apparizione da parte della Chiesa, dopo che la piccola aveva riferito di aver visto Aquerò (“Quella lì”), ha segnato il crollo di ogni barriera tra il cielo e la terra.

Alla fine della relazione molti dei partecipanti hanno voluto portare la propria testimonianza personale di fede e le proprie emozioni nel ricordo dei tanti viaggi e dei tanti servizi svolti a Lourdes e nei nostri paesi di residenza.

Al termine dell’incontro Mons. Giuseppe Alberti Vescovo della Diocesi di Oppido-Palmi dopo aver salutato il gruppo sottolineando che Lourdes è luogo di grazia e di pace dove la Vergine Maria ci accoglie con amore e ci guida verso il suo Figlio  Gesù,  ha presieduto  l’Eucarestia  e ha condiviso  con il gruppo il pranzo in un clima di vera gioia e profonda emozione.

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