Second life – Vintage store, l’usato che fa bene al pianeta

Apre a Palmi il primo negozio di abbigliamento ed accessori green

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Caro armadio, quanto ci costi…

Il jeans all’ultima moda, calzature per ogni occasione, borse di ogni colore e dimensione, camicie di tendenza: ogni anno nel mondo vengono acquistati circa 80 miliardi di capi, di questi l’85%, una volta utilizzato, finisce in discarica e solo una percentuale minima viene riciclata.

Al settore della moda è attribuito il 20% dello spreco globale di acqua ed il 10% delle emissioni di anidride carbonica e gas serra, cui va aggiunto un 35% di inquinamento da uso di insetticidi e pesticidi nelle coltivazioni di cotone. Letti così, questi dati ci indicano una cosa: la moda sta diventando un problema per l’ambiente.

Ma c’è una soluzione, la filosofia del riciclo.

Riciclare e rivendere abiti è un vero business: catene di moda cheap, così come marchi noti, hanno da qualche tempo adottato questa filosofia, con il duplice scopo di ridurre gli sprechi e far risparmiare sugli acquisti. Alla base della filosofia del riciclo vi è il concetto che tutto ciò che non viene usato, finisce in discarica, per cui recuperare anche capi di abbigliamento rappresenta un vantaggio sia in termini di riduzione degli sprechi che in termini di risparmio economico.

E così, mentre nel resto d’Italia la vendita di vestiti usati è una pratica ormai consolidata, in Calabria fa capolino solo adesso questa filosofia, per noi ancora tutta da scoprire.

Aprirà domani 1 agosto, a Palmi, “Second Life – Vintage Store”, negozio di abbigliamento che nel suo nome racchiude l’essenza che sta alla base dell’economia basata su pratiche sostenibili.

«Second life non è semplicemente un negozio di abbigliamento, ma un progetto nato su basi solide – ci racconta Pasquale Saccà, imprenditore calabrese e proprietario del negozio – L’idea da cui siamo partiti è che tutto può essere rigenerato e venduto, ed utilizzato una seconda volta, abiti compresi. Second life vuole essere sì un negozio di abbigliamento, ma anche e soprattutto un messaggio: la scelta di una vita sostenibile passa per piccoli gesti. È una rieducazione all’uso di prodotti che spesso diamo per scontati».

In Second life è tutto green: gli abiti, rigorosamente sterilizzati e rivenduti, le buste, fatte di materiale riciclato.

«Nulla qui è improvvisato – continua Saccà – Tutto ciò che abbiamo in vendita all’interno del nostro negozio è frutto di una ricerca storica dei capi e dei marchi; abbiamo pezzi rari, rarissimi, di collezioni che hanno fatto storia. Ma ciò che vorremmo vendere, insieme ai nostri capi, è l’esempio, soprattutto alle generazioni più giovani: il riutilizzo dei capi di abbigliamento è una pratica che può aiutare a salvaguardare l’ambiente, grazie ad un minore inquinamento da parte delle industrie manifatturiere».

All’interno del negozio, che si trova a Palmi su Corso Garibaldi al civico 90, è possibile trovare capi delle maison di moda più apprezzate, da Yves Saint Laurent a Gucci, da Valentino a Louis Vuitton, ma anche brand più easy come Levis, Lacoste, Adidas. Di ogni marchio, poi, è stata scelta una selezione di capi diversi, appartenuti a decenni diversi, di modo da mostrare come la moda si è evoluta nel tempo.

Ogni capo, prima di essere rimesso in vendita in negozio, viene sterilizzato e controllato con cura, per cui ogni pezzo è sicuro al 100%. Ma c’è dell’altro: da Second life è possibile svuotare il proprio armadio. Come? Basterà portare in negozio i propri abiti e accessori non più utilizzati; dopo un’attenta analisi e valutazione, Second life li acquisterà, per poi rivenderli. 

Appuntamento allora a domani 1 Agosto alle 19.