Provvidenza, emessa la sentenza di primo grado: 5 condanne e 19 assoluzioni

Il processo è scaturito da un'inchiesta del ROS del 2017

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Tribunale di Palmi
Il Tribunale di Palmi

Il Collegio del Tribunale di Palmi si è pronunciato ieri in serata emettendo la sentenza di primo grado del processo “Provvidenza” contro la cosca Piromalli di Gioia Tauro.

Dopo oltre 70 udienze dibattimentali si è concluso con 5 condanne e 19 assoluzioni il processo Provvidenza, il troncone celebratosi con il rito ordinario, teso a far luce sugli anni che a Gioia Tauro seguirono alla uccisione di Rocco Molè, ritenuto al vertice della cosca egemone.

Questa la decisione dei giudici: 15 anni di carcere per Teodoro Mazzaferro, 12 anni di reclusione per Girolamo Mazzaferro, Giuseppe Barbaro, Antonio Pirolamalli classe ’39 d Giuseppe Trimboli. Per tutti i condannati in primo grado è venuta a mancare l’aggravante dell’associazione mafiosa.

Sono stati assolti perché il fatto non sussiste Michele Molè, difeso dall’avv. Domenico Alvaro, per il quale il PM aveva chiesto 17 anni ritenendolo il capo della cosca omonima e mediatore della pacificazione con la cosca Piromalli, un tempo unitaria e laceratasi dopo l’uccisione di Rocco Molè, avvenuta nel febbraio del 2008.

Assolti anche Nicola Rucireta e la moglie Teresa Cordì (avv. Alvaro e Florio) nonché Giuseppe Gangemi (avv. Domenico Alvaro e Giuseppe Macino), Giuseppe Piromalli cl. 1945 (avv. Domenico Licastro), Nicola Comerci (avv. D’Ascola e Vecchio), Francesco Cordì (Avv. Calabrese e Spigarelli), Carmelo Bagalà e Vincenzo Bagalà (avv. Macino e Contestabile), Barbaro Domenico (avv. Federico), Michele D’Agostino (avv. Contestabile), Rocco Dato (avv. Armando e Clara Veneto), Amedeo Fumo (avv. Galati e Calabrese), Maria Martino (avv. Milicia e Cianferoni),Vittorio Minniti (avv. Contestabile), Vincenzo Rosano (Avv. Montagna), Rocco Scarpari (Avv. Martino e Manna), Scibilia Giovanni (avv. Preiti e Milicia), Gaetano Tomaselli (avv. Martino e Contestabile).

Al termine del processo il Tribunale ha disposto anche la scarcerazione di Francesco Cordì, Giovanni Scibilia, Michele Molè e Amedeo Fumo, e la fine degli arresti domiciliari per Rocco Dato, Giuseppe Gangemi, Vincenzo Bagalà, Domenico Barbaro.

Gli imputati erano accusati di traffico di stupefacenti, intestazione fittizia di beni, autoriciclaggio, tentato omicidio ed associazione mafiosa; il processo è scaturito da un’inchiesta dei ROS del 2017, volta a ricostruire le attività criminali della cosca Piromalli, con interessi in Lombardia e negli Stati Uniti. 

Gli accertamenti secondo l’accusa avevano documentato, in particolare, la penetrazione della cosca nel tessuto economico della Piana di Gioia Tauro e la sua capacità di esercitare un «radicale controllo sugli apparati imprenditoriali, nei settori immobiliare e agroalimentare, con riferimento anche al mercato ortofrutticolo di Milano».