Presunti favori alla cosca Piromalli: i nomi delle persone finite nell’inchiesta “Waterfront”

Le accuse vanno dalla corruzione alla turbativa d'asta

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Sono stati impiegati oltre 500 finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria per sgominare la presunta rete imprenditori e funzionari pubblici dedita alla turbativa d’asta in favore di esponenti della ‘ndrangheta pianigiana, i Piromalli.

L’operazione “Waterfront” è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria (DDA), diretta dal Procuratore capo Giovanni Bombardieri, ed ha portato ad arresti che sono stati eseguiti nelle province di Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza, Vibo Valentia, Messina, Palermo, Trapani, Agrigento, Benevento, Avellino, Milano, Alessandria, Brescia, Gorizia, Pisa, Bologna e Roma.

 Il Gip del Tribunale di Reggio Calabria Filippo Aragona su richiesta del Procuratore Aggiunto Calogero Gaetano Paci e del Sostituto Procuratore Gianluca Gelso ha accolto le richieste di arresto e le altre misure preventive.

Le accuse sono – a vario titolo – di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d’asta, frode in pubbliche forniture, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche – aggravate dall’agevolazione mafiosa – nonché abuso d’ufficio e corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio.

Ci sono poi provvedimenti reali su un patrimonio complessivamente quantificato in oltre 103 milioni di euro costituito dall’intero patrimonio aziendale di 36 imprese/società, nonché dalle disponibilità finanziarie (rapporti bancari/finanziari/assicurativi e partecipazioni societarie) di 45 indagati.

Sono finiti ai domiciliari: Francesco Bagalà classe ’77, Francesco Bagalà classe ’90, Giorgio Morabito, Angela Nicoletta, Carlo Cittadini, Giorgio Ottavio Barbieri, Cristiano Zuliani, Francesco Migliore, Filippo Migliore, Alessio La Corte, Vito La Greca, Francesco Mangione, Giovanni Fiordaliso, Domenico Gallo.

In 20 sono stati colpiti dalla misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria; si tratta di Pierluigi Risola, Antonino Crea, Michele Gabriele, Santo Fedele, Giuseppe Currenti, Francesco Fedele, Bruno Polifroni, Santo Custureri, Luigi Bagalà, Alessandra Campisi, Caterina De Giuseppe, Marzia Granchi, Pietro Pileggi, Antonio Quattrone, Domenico Coppola, Santo Gagliostro, Vincenzo Barresi, Maria Alati, Luca Giachetti, Simona Castiglione.

E ancora, 29 divieti temporanei di esercitare attività imprenditoriale nei confronti di Andrea Amato, Antonio Barbaro, Francesco Ciambriello, Francesco Cilona, Sergio Cittadini, Giuseppe Cosentino, Demetrio De Angelis, Francesco Deraco, Gianluca Fiore, Iacopo Granchi, Rossano Granchi, Angelo Sebastiano Locatelli, Giuseppe Loprete, Leonardo Maiolo, Mattia Mattogno, Domenico Maugeri, Ludovica Giuseppina Miceli, Giovanni Oliveri, Giuseppe Patrice Oliveri, Antonino Papalia, Alessandro Piccirilli, Francesco Pileggi, Fortunato Igor Polifroni, Carlo Pollaccia, Giovanni Romano, Agostino Ruberto, Giovanni Todarello.

Infine, è stato disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente fino alla concorrenza complessiva di circa 9,5 milioni di euro su beni mobili, immobili, quote e azioni di società, rapporti bancari/ finanziari/ assicurativi, intestati a 7 indagati.