‘Ndrangheta in Lombardia, sequestrati beni all’imprenditore Antonio Pronestì

L'uomo è stato coinvolto nel processo "Alchemia" e nel luglio del 2020 è stato assolto

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Otto società informatiche sono state sequestrate dalla DIA di Milano, su richiesta della sezione Misure di Prevenzione del Tribinale di Reggio Calabria.

Le società, con sede legale a Milano, Roma e nel Canton Ticino, operanti nel campo del settore delle scommesse e delle lotterie, sono intestate ad Antonio Pronestì detto “Antonello”, di 59 anni.

Coinvolto nell’inchiesta “Alchemia”, nel luglio 2020 Pronesti è stato assolto in primo grado dal Tribunale di Palmi al termine del processo che si è celebrato con il rito ordinario. Era accusato di aver fatto parte della cosca Raso-Gullace-Albanese con il ruolo di “favorire le attività imprenditoriali del sodalizio criminale”.

Secondo la Dda, infatti, sarebbe stato “a completa disposizione degli interessi della cosca”.

Residente in provincia di Lecco, Pronestì è in “rapporti di parentela con Girolamo Raso “Mommo”, detto anche il professoe”.

Nonostante l’assoluzione dall’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso, Pronestì risulta pregiudicato per furto, tentato furto, ricettazione, associazione a delinquere e resistenza a pubblico ufficiale.

I sigilli della Dia sono stati apposti a quote azionarie di otto società informatiche con sedi legali in Milano, Roma e Canton Ticino attive nel campo del settore delle scommesse e lotterie.

Le società interessate dal sequestro risultano capitalizzate complessivamente per oltre 6 milioni di euro e nell’ultimo biennio hanno conseguito volumi d’affari per oltre 15 milioni.