Aveva un arsenale nell’ovile, arrestato un 21enne di Rosarno

I carabinieri hanno trovato in un secchio interrato una mitragliatrice e 2 pistole

Le armi sequestrate
Le armi sequestrate

Un bracciante agricolo di 21 anni (R. T. le sue iniziali) è stato arrestato ieri con l’accusa di detenzione illegale di armi e ricettazione.

L’operazione è stata effettuata dai carabinieri della stazione di Gioia Tauro, guidata dal maresciallo Cerro insieme allo squadrone eliportato Cacciatori Calabria, sotto il coordinamento della Compagnia gioiese, diretta dal tenente Gabriele Lombardo.

L’uomo arrestato era incensurato. Nel corso di un’accurata perquisizione nella sua abitazione e nei poderi limitrofi, situati in contrada Sovereto al confine tra i comuni di Gioia Tauro e Rosarno, i militari hanno trovato un secchio di plastica con all’interno un arsenale.

Il secchio era interrato all’interno di un ovile e conteneva una mitragliatrice, simile a quelle in dotazione alle forze di polizia, beretta calibro 9 parabellum, con matricola punzonata e caricatore; una pistola marca Cz 75 calibro 9 luger con il caricatore e una pistola Taurus calibro 9 x 21 con il caricatore.

Tutte le armi erano lubrificate e pronte all’uso.

Dopo il ritrovamento i carabinieri hanno arrestato in flagranza il giovane rosarnese che non ha opposto resistenza ed è stato portato all’interno del carcere di Palmi, in attesa del giudizio di convalida.

Le armi sono state sequestrate e saranno inviate al Ris di Messina che effettuerà le analisi balistiche per accertare se siano state utilizzate recentemente in qualche azione criminosa.

La zona in cui è stata effettuata l’operazione è costantemente al centro dell’attenzione info – investigativa delle forze di poizia. Per setacciare tutta la zona sono stati impiegati circa 30 militari.

“L’operazione dei Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro e dei Cacciatori di Calabria – si legge in una nota diffusa dall’Arma – conferma ancora una volta la pervasiva presenza delle forze dell’ordine e delle Istituzioni in generale nel delicato territorio della Piana di Gioia Tauro, da sempre feudo delle più potenti cosche di ‘ndrangheta calabresi”.