Sud, giovani, università e lavoro

Intervista a Giuseppe Abramo, direttore di Diritto 21

La redazione di Diritto 21
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Nei messaggi di fine anno le più alte cariche dello Stato hanno sottolineato quanto sia urgente intervenire sulle scottanti questioni che riguardano i giovani.

Anche papa Francesco, durante il Te Deum, ha detto, con forza, che «occorre dare speranza ai giovani, non bisogna emarginarli», mentre il premier Gentiloni, chiudendo il 2016, ha dichiarato che «le priorità del Governo sono il lavoro e il Sud».

Un cambio di passo per la Calabria
Un cambio di passo per la Calabria

Giuseppe Abramo è un giovane di Taurianova, e sta terminando gli studi in Giurisprudenza all’Università Mediterranea di Reggio Calabria. A luglio prossimo inizierà un’esperienza “Erasmus Plus Traineeship” in Inghilterra, precisamente a Brighton.

Inoltre, è responsabile organizzativo del corso di lingua e cultura araba e del cineforum, all’interno del movimento “Contaminiamo i saperi”.

Tra gli altri impegni, Abramo svolge attività di volontariato in seno al Comitato locale della Croce Rossa reggina, offrendo assistenza ai migranti negli sbarchi che avvengono al porto. Con lo stesso spirito si spende presso il reparto di Pediatria degli Ospedali Riuniti e presso una casa di cura per anziani.

Dall’anno scorso è co-conduttore della rubrica “Restart”, che viene trasmessa dall’emittente “GS Channel”, ed è finalizzata a diffondere le positività della nostra regione.

Ciò che ritiene essere un fiore all’occhiello è la rivista giuridica universitaria Diritto 21, della quale, dal 2015, è direttore responsabile.

Giuseppe Abramo, può illustrare, in sintesi, gli scopi di Diritto 21?
«Il progetto Diritto21, gestito dagli studenti e finanziato dall’Ateneo, nasce con l’obiettivo di colmare una lacuna del corso di laurea in Giurisprudenza: l’attuale offerta formativa, infatti, lascia un’ampia discrezionalità circa la possibilità di inserire esami scritti all’interno dei corsi di studi, dando vita a percorsi didattici sostanzialmente basati sulle capacità oratorie a discapito della comunicazione scritta».

Quali sono le aspettative di un giovane che studia in Calabria, tenendo conto che la sfida si misura sulla necessità di valorizzare le potenzialità locali?
«Tre anni fa, grazie al professor Angelo Viglianisi Ferraro, è nato il movimento universitario “Contaminiamo i saperi”, che organizza e gestisce diversi laboratori culturali (lingua e cultura araba, inglese, spagnola, gruppi sportivi e cineforum) completamente gratuiti e aperti anche ai non iscritti all’Università. Abbiamo poi dato vita a una serie di incontri presso le scuole medie e superiori di tutta la provincia, per sensibilizzare le nuove generazioni al rispetto della dignità umana e all’idea di integrazione fra i popoli, e sono stati notevolmente intensificati i rapporti “Erasmus” con numerosi atenei stranieri, permettendo non solo di esportare le nostre positività all’estero, ma anche di importare nuove conoscenze da cui trarre beneficio».

Quale futuro intravede per questo territorio?
«In un panorama ormai globalizzato, la capacità di sapersi interfacciare con le istituzioni UE sarà un elemento imprescindibile per l’amministrazione del territorio. La vera arma per il riscatto calabrese può essere paradossalmente ricercata in ciò che sembrerebbe, invece, penalizzarci: la posizione strategica nel Mediterraneo, che rende la Calabria meta ambita di molti flussi migratori, potrebbe essere valorizzata attraverso un impiego funzionale alle esigenze del territorio di coloro che fuggono dalla guerra e dalla povertà».

In che termini l’ateneo reggino interagisce con il territorio in cui opera, come pure in quello più ampiamente globale riguardante l’area del Mediterraneo?
«La presenza della ‘ndrangheta e la zona grigia che pervade le istituzioni, rendono decisamente ardua l’impresa di arrestare la drammatica fuga dei cervelli dal Sud. Credo, comunque, che la parte sana delle nuove generazioni, grazie ai costruttivi percorsi di formazione all’estero di cui accennavo prima, potrà offrire alla collettività calabrese nuove opportunità di crescita non solo occupazionale, ma anche e soprattutto socio-culturale».

The studio wedding Lab
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