Sbarco immigrati a Palmi, la nota del Circolo “Armino”

Ippolito: "L'amministrazione individui un sito dove accoglierli"

Gli immigrati accolti dai volontari (Foto presa dalla pagina Facebook Diocesi di Oppido-Palmi)

Il salvataggio dei profughi curdi di varie nazionalità, avvenuto nella notte tra il 2 e 3 novembre sulla spiaggetta di Cala Janculla, fa toccare con mano anche ai palmesi la cruda realtà, che non è fiction televisiva, degli sbarchi di persone che sono costrette da eventi drammatici ad abbandonare il proprio paese.

Le notizie che giornalmente rimbalzano dai media nazionali parlano di “emergenza sbarchi” o di “emergenza immigrati” ma, considerando i numeri di tale fenomeno, spesso con ingenti perdite di vite umane, è giunto il momento, anche per comuni come Palmi, di affrontare queste situazioni con una adeguata programmazione.

Un cambio di passo per la Calabria
Un cambio di passo per la Calabria

Si può essere investiti del problema e dimostrare, come è stato egregiamente fatto per altro dalla comunità palmese a tutti i livelli, grande solidarietà e senso di accoglienza (ovviamente al netto di qualche isolato imbecille) ma questo non basta.

Riteniamo che si debba al più presto individuare un sito – pensiamo a qualche immobile di proprietà del comune attualmente inutilizzato o, meglio, a un bene confiscato alla criminalità organizzata – e attrezzarlo adeguatamente per fronteggiare situazioni di prima accoglienza, anche come supporto ad eventuali sbarchi che dovessero verificarsi all’interno del territorio della città metropolitana; riteniamo altresì che occorra istituire un centro operativo e di comando per governare le iniziative altrimenti estemporanee di associazioni varie e di cittadini volenterosi.

Auspichiamo che questo suggerimento venga accolto dall’attuale amministrazione e dichiariamo sin d’ora la nostra disponibilità a collaborare per la sua realizzazione. Questo consentirebbe alla comunità palmese di affrontare in modo “normale” ciò che oggi consideriamo “emergenze”, utilizzando luoghi appositamente attrezzati e non la palestra Surace che potrebbe invece continuare ad essere adoperata per le sue progettate finalità.

 

The studio wedding Lab
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