Provvidenza, la Cassazione annulla l’ordinanza della Cordì

La donna, difesa dall'avvocato Domenico Alvaro, era stata colpita dalla misura restrittiva dei domiciliari.

Non supera il controllo del giudizio di legittimità l’ordinanza del Tribunale del riesame di Reggio Calabria, che aveva confermato l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nel processo “Provvidenza” nei confronti di Teresa Cordì, 43 anni, di Pisticci (Matera), difesa dagli avvocati Domenico Alvaro e Rossana Florio, sorella di Cordì Francesco (genero di Pino Piromalli), tratto pure in arresto con l’accusa di far parte della cosca Piromalli e per questo indagato per associazione mafiosa pluriaggravata oltre che per intestazioni fittizie aggravate dall’articolo 7 Legge 203/91.

Accogliendo integralmente la richiesta di annullamento della misura restrittiva articolatamente illustrata in camera di consiglio dai difensori, avvocati Giuseppe Alvaro, quale sostituto dell’avvocato Domenico Alvaro e Rossana Florio (del Foro di Matera), che avevano anche depositato, a sostegno della loro tesi difensiva, memoria illustrativa con  motivi aggiunti, La Suprema Corte di Cassazione ha annullato l’ordinanza del Tribunale della Libertà confermativa degli arresti domiciliari applicati dal gip della Dda di Reggio Calabria.

Gli inquirenti avevano denunciato Teresa Cordì, cognata del genero di Pino Piromalli, detto “Facciazza”, al vertice della potente cosca Piromalli, sulla base di intercettazioni ambientali  ritenute di interesse associativo, attribuendole il ruolo di prestanome di alcune società ritenute nella disponibilità dei Piromalli, con l’aggravante di avere così agevolato la potente cosca mafiosa di Gioia Tauro.

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