Metauros, i nomi dei fermati

Trai i fermati l'ex presidente di Piana Ambiente Pino Luppino, i fratelli Pisano, Gioacchino Piromalli e l'ex sindaco di Villa San Giovanni Rocco La Valle

Sono stati resi noti pochi minuti fa i nomi delle persone fermate nell’ambito dell’operazione Metauros effettuata dalla Squadra Mobile, dal Comando Provinciale dei Carabinieri e dal Nucleo Operativo Ecologico dei carabinieri di Reggio Calabria.

Tra loro l’ex sindaco di Villa San Giovanni Rocco La Valle, imprenditore nel settore dei trasporti su gomma, accusato di essere il “collettore” delle tangenti e unico interlocutore delle cosche “beneficiarie” delle estorsioni imposte alle società che hanno gestito nel corso del tempo il termovalorizzatore di Gioia Tauro.

Pino Luppino, avvocato gioiese, ex assessore e consigliere comunale, già Presidente del Consiglio d’Amministrazione di “Piana Ambiente S.p.A.” e consulente esterno dell’ufficio legale del Commissario Straordinario per l’emergenza rifiuti in Calabria. Secondo gli inquirenti Luppino sarebbe l’uomo politico di riferimento dei Piromalli per quanto riguarda l’inceneritore di Gioia Tauro.

E la cosca, sempre secondo l’accusa sarebbe entrata all’interno del termovalorizzatore attraverso l’impresa dei fratelli Giuseppe, Domenico e Paolo Pisano, anch’essi fermati nella medesima operazione.

E’ stato inoltre fermato con l’accusa di essere uno dei capi della cosca e l’ideatore delle infiltrazioni nelle attività del termovalorizzatore di Gioia Tauro, Gioacchino Piromalli, avvocato già condannato per associazione mafiosa nel processo Porto.

L’ultima persona fermata questa mattina Francesco Barreca di 38 anni.

I 7 fermati sono accusati di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione e intestazione fittizia di beni.

“L’inchiesta Metauros svela, – si legge in un comunicato – per la prima volta, il condizionamento della cosca Piromalli nella costruzione e gestione dell’unico termovalorizzatore presente in Calabria, ubicato a Gioia Tauro, in area prospiciente al porto, attraverso un consolidato sistema di sottoposizione ad attività estorsive delle società che nel tempo hanno gestito la struttura di trasformazione dei rifiuti. Ad analoga attività estorsiva era sottoposta la Iam (Iniziative Ambientali Meridionali SPA) con sede a Gioia Tauro, operante nel settore della depurazione delle acque.

Nell’operazione sono state sequestrate le quote azionarie delle società:
IAM S.p.A. con sede legale Reggio Calabria e sede operativa a Gioia Tauro;

BIOMATRIX S.r.l.s. con sede a Gioia Tauro;

BIOSISTEMI S.r.l.s. con sede a Gioia Tauro;

EUROCOME S.r.l. con sede a Gioia Tauro;

BM SERVICE S.r.l con sede legale a Reggio Calabria;

OFELIA AMBIENTE S.r.l. (P.Iva 03473110876) con sede legale a Catania;

RACO S.r.l. con sede a Belpasso (CT);

META SERVICE S.r.l. con sede legale a San Giovanni la Punta (CT);

IRECOM S.r.l. con sede ad Augusta (SR);

SICILFERT con sede a Marsala.

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