L’intervento di Mermolia sul mito di Oreste

il busto di Stesicoro

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Salvatore Mermolia:

Caro direttore, ho letto con interesse e gioia il “Viva Stesicoro” del dr. Sciarrone (leggi l’intervento). Bella e la descrizione che ne fa del suo campo da golf, ubicato in quella zona così panoramica, che effettivamente lo rende unico e suggestivo, ma quello che ho trovato affascinante nel suo scritto, è il vecchio mito antico di Oreste. E a tale proposito ( se lei me lo consente), vorrei solo aggiungere che:

la dea di Oreste è presente il un’altra colonia euboica – per la precisione calcidese – in occidente, cioè a Reggio. Si legge nel proemio di Probo alle Georgiche di Virgilio che Oreste aveva saputo che sarebbe stato liberato dalla follia conseguente al matricidio solo se, trovata Ifigenia, si fosse purificato nel fiume che si confonde con sette fiumi.

Giunse così a Reggio. Passò poi in Sicilia e lasciò “vicino a Siracusa” il simulacro della dea, che chiamò Phascelitis.

A questo punto Probo forniva due spiegazioni onomastiche, delle quali ci è giunta solo la seconda: l’epiclesi della dea –derivava dai fasci di legna in cui il simulacro fu avvolto.

Citando Varrone Probo afferma che pressso la città ci sono appunto sette fiumi ( Latapadon. Micotes, Euginton, Stracteos, Polie, Molee, Argeades).

Qui Oreste si purificò e lasciò la sua spada; nel luogo venne edificato un tempio ad Apollo dove i Reggini si recavano prima di partire per Delfi. Portandone un ramo d’alloro. Probo cita poi Catone, il quale precisava che i Thes(e)unti erano detti Taurini dal fiume vicino.

La loro città fu abitata prima dagli Aurunci, e poi dagli Achei dopo la guerra di Troia. In quel territorio – dice Catone – ci sono sei fiumi, e un settimo, Pecolì’, sta fra il territorio dei Reggini e quello dei Taurini (sic).

Presso questo giunsero Oreste, Ifigenia e Pilade, si purificarono e lì Oreste lasciò la sua spada.

Per ultimo Probo cita Lucilio che scrive: “ Vedrai il mare di Messana, le mura di Reggio, poi Lipari e il tempio di Diana Facelina”.

Il luogo di Probo è ampiamente stratificato, comprende cioè riferimenti a tradizioni sovrapposte e fortemente sintetizzate…

Va aggiunto che Plinio ci parla di un Porto Oreste, località della costa a nord di Reggio, presso una città detta Tauroentum, vicino al fiume Metauro, nei pressi della presunta città di Stesicoro.

Il poeta, nativo forse di Metauro, tra Reggio e Medma, ma comunque, in ogni caso, sicuramente calcidese, aveva cantato il matricidio di Oreste e la vicenda di Ifiginia. Non è escluso che conoscesse la collocazione occidentale della leggenda.

Salvatore Mermolia