“Lex”, annullata dalla Cassazione l’ordinanza nei confronti di Lainà

La decisione torna ora al Tribunale della Libertà di Reggio Calabria

La Corte di Cassazione ha annullato l’ordinanza del Tribunale della Libertà di Reggio Calabria, in ordine alla sussistenza delle esigenze cautelari, nei confronti di Vincenzo Lainà,tratto in arresto il 3 novembre del 2016 nell’ambito dell’Operazione Lex.

La Suprema Corte ha accolto le censure mosse dalla difesa rappresentata dagli avvocati Domenico Ceravolo e Giovanni Montalto, i quali evidenziando i vizi di legittimità del provvedimento del Tribunale della Libertà, hanno sostenuto l’insussistenza di esigenze cautelari tali da giustificare la misura restrittiva in atto.

Un cambio di passo per la Calabria
Un cambio di passo per la Calabria

Fin dall’emissione del provvedimento di fermo si era sostenuto che la personalità dell’indagato, il ruolo svolto all’interno del comune e la natura dei fatti contestati non rendevano necessaria l’applicazione della custodia cautelare in carcere, in attesa della verifica della fondatezza delle accuse.

Tesi in parte accolta, successivamente, dal TDL di Reggio Calabria che, il 24 dicembre 2016 concedeva al Lainà gli arresti domiciliari. Una decisione che non soddisfaceva in toto.

L’ordinanza, dunque, veniva impugnata innanzi ai Giudici del supremo consesso davanti ai quali la difesa ribadiva la violazione di legge per erronea applicazione delle norme che regolano le misure cautelari personali, insistendo sulla assoluta mancanza di esigenze che possano giustificare il provvedimento cautelare, poiché non sussiste alcun pericolo per il Laina circa la presunta reiterazione di reati e l’ inquinamento probatorio.

Ora il tribunale della Libertà di Reggio Calabria sarà chiamato a pronunciarsi sui principi di diritto sanciti dalla Corte di Cassazione.

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