Gioia Tauro coffee shop, i particolari dell’operazione

La polizia ha scoperto un laboratorio e una piantagione di marijuana nel centro urbano di Gioia Tauro

Con l’operazione effettuata ieri a Gioia Tauro, la Polizia è riuscita a togliere dalla disponibilità della criminalità organizzata molti milioni di euro.

In un fondo nei pressi di via Toscanini, gli agenti guidati dal primo dirigente Diego Trotta hanno sequestrato 142 chili di canapa indiana già essiccata e altre mille piante in piena fioritura.

Un cambio di passo per la Calabria
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Alcune anomalie notate nel corso di un servizio antidroga hanno convinto una pattuglia a entrare in un terreno recintato da un fitto roveto. Per farlo i poliziotti hanno superato un tunnel ricavato tra la vegetazione.

All’interno del fondo è stata individuata una piantagione di oltre mille piante nel periodo di massima maturazione e perfettamente irrigata da un sistema a goccia.

Nascosto tra le piante c’era Rocco De Maio, un 32enne con precedenti per rapina, ricettazione e reati contro la persona. E’ il cugino di Pasquale De Maio, considerato dagli inquirenti, capo della omonima cosca De Maio, federata con i Brandimarte e operante a Gioia Tauro.

Rocco De Maio aveva in tasca le chiavi che aprivano la porta di un edificio in cemento presente nel fondo. All’interno di quel locale i poliziotti hanno trovato un laboratorio perfettamente organizzato per l’essiccazione, il trattamento e la pesatura della canapa, oltre a 142 chili di erba già essiccata.

Per rendersi conto dell’entità del sequestro effettuato basti pensare che la cannabis viene venduta al dettaglio a circa 10 euro al grammo e che solo l’erba all’interno del laboratorio avrebbe fruttato un miliono e 420 mila euro. A questa cifra bisogna aggiungere il denaro che sarebbe arrivato dalle mille piante pronte per essere potate. Una pianta pesa mediamente cinque chili e i narcotrafficanti riescono a ricavare una percentuale che va dal 20 al 50% del peso iniziale.

Diverse le anomalie riscontrate dagli inquirenti: in genere le grandi coltivazioni vengono individuate in zone isolate di montagna o di campagna, in questo caso invece era circondata da molte abitazioni ed era in una zona residenziale di Gioia Tauro.

Anche la stagione è insolita: il periodo della fioritura della canapa è quello che va dalla primavera all’estate mentre in questo caso è arrivata in autunno inoltrato.

L’operazione, chiamata Gioia Tauro coffee shop, è stata coordinata dal sostituto procuratore Ignazio Vallario e dal procuratore aggiunto Salvatore Casciaro.

Il fondo in cui è stata trovata la piantagione e il laboratorio non è di proprietà di De Maio.

De Maio è stato trasferito nel carcere di Palmi ed è accusato di coltivazione, produzione, estrazione, raffinazione e detenzione illecita di canapa indiana, con l’aggravante dell’ingente quantitativo.

The studio wedding Lab
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